Avrebbero organizzato e promosso un’attività illecita per assicurare a pagamento un posto in prima fila ai richiedenti permesso internazionale.
I due indagati, entrambi cinesi di 47 anni, a fronte di un compenso in denaro variabile da mille a millecinquecento euro, imponevano nella fila propri collaboratori (ne sono stati individuati almeno tredici) per conto dei richiedenti di origine cinese, consentendogli così di avere una posizione utile al momento dell’apertura degli uffici per ottenere il permesso di protezione internazionale. In questo modo gli indagati impedivano o, comunque ritardavano al servizio, l’accesso da parte di altri utenti, previsto per ogni lunedì e limitato a dieci persone per sessione. Per coloro che si inserivano nella fila senza provvedere a effettuare i pagamenti per beneficiare del “servizio” illecito era previsto un trattamento violento. A subirlo sono stati in particolare nordafricani e pakistani, con l’obiettivo di assicurare una precedenza a cinesi e pakistani che si determinavano a pagare.
Due cittadini egiziani, il 4 gennaio 2026, sono stati picchiati, anche con l’impiego di bastoni, per estrometterli dalla fila riuscendo nell’intento, perché i due sono fuggiti. L’ultima aggressione si è verificata stamani ai danni di un pakistano che stava tentando di inserirsi da tempo nella fila.
I fatti sono stati commessi a partire almeno dal gennaio 2026.
Le indagini sono state condotte dalla Squadra Mobile della Questura di Prato, che ha sequestrato ai due organizzatori documenti per la richiesta di protezione e asilo internazionale e tremila euro in contanti.
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