Dopo i palloni riempiti di stupefacente e lanciati oltre le reti, i pacchi-droga fatti giungere con i droni e il recapito con fionde e lenze da pesca, adesso gli spacciatori si improvvisano anche arcieri per far arrivare hashish all’interno del carcere di Prato.
L’ultima modalità di fornitura è stata scoperta ieri sera, quando sul muro di cinta della Dogaia è stata rinvenuta una freccia, lanciata dall’esterno, alla cui punta erano stati legati due pacchetti, contenenti 98 grammi di hashish.
Da mesi la Procura di Prato e la polizia penitenziaria sono impegnate per contrastare quella che a tutti gli effetti è da considerare una piazza di spaccio del circondario pratese: in un mese e mezzo, dal 12 febbraio scorso, le indagini hanno consentito di sequestrare in carcere oltre un chilo di hashish, 34 grammi di cocaina e 9 telefoni cellulari.
Nel corso del 2025 i sequestri hanno riguardato 43 cellulari utilizzati dai detenuti, e circa 1,3 kg di droga tra cannabinoidi, ecstasy e cocaina. Il procuratore Luca Tescaroli sottolinea che “la collaborazione dei detenuti continua a rivelarsi fruttuosa e si auspica possa incrementarsi”.
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