“La remigrazione non è deportazione, né comporta espulsioni di massa o misure arbitrarie. È un concetto che rientra pienamente nelle politiche ordinarie degli Stati europei: gestione dei flussi, controllo della regolarità sul territorio, tutela dell’equilibrio sociale, culturale e identitario delle comunità”. Così Claudiu Stanasel, indicato dalla Lega come candidato sindaco, replica al consigliere regionale PD, Matteo Biffoni, che ha definito la manifestazione Nazionale organizzata a Prato dal comitato Remigrazione e Riconquista “un’offesa alla nostra identità storica e ai valori civili che rendono la Toscana una terra di libertà e accoglienza”.
Stanasel ricorda che “il progetto di legge a cui si fa riferimento parla chiaramente di remigrazione obbligatoria per stranieri delinquenti o irregolari: chi rispetta le regole resta, chi delinque o non ha titolo per stare in Italia torna nel proprio Paese. È una misura di civiltà, non di propaganda. Quello che è davvero offensivo per la storia di Prato – rincara la dose Stanasel – non è la remigrazione, ma undici anni di degrado, insicurezza e caos che il Partito Democratico ha lasciato esplodere mentre era al governo della città. E sinceramente, dopo tutto questo, non è certo il PD – né tantomeno l’ex sindaco che ha guidato Prato verso la situazione attuale – a potersi permettere di spiegare alla Prefettura come deve svolgere il proprio lavoro. Noi continueremo a difendere legalità, sicurezza, lavoro e il rispetto delle migliaia di famiglie straniere ben integrate che ogni giorno contribuiscono alla crescita di Prato e dell’Italia” aggiunge Stanasel, che invita a non “strumentalizzare un tema così serio”.




