Più di 5milioni e 200mila euro di Tari non pagata dal 2020 al 2023, da recuperare attraverso la riscossione coattiva. E’ quanto emerge da una determina pubblicata all’albo pretorio, con la quale il Comune di Prato ha dato mandato a Sori di procedere al recupero delle somme non versate.
Entrando nel dettaglio, l’importo complessivo ammonta a 5milioni, 234.942 euro e comprende, oltre alla tariffa non pagata, il tributo provinciale Tefa, gli interessi, le spese di notifica e le sanzioni maturate nel corso degli anni.
L’annualità più consistente è quella del 2020, anno segnato dall’emergenza sanitaria e dalle conseguenze economiche della pandemia, per un totale di quasi 2milioni di euro, 1milione e 977mila per la precisione: di questi 1milione e 317mila euro riguardano la tariffa non pagata. Nel 2021 il totale ammonta a 1milione e 795mila euro, cifra nella quale la componente principale è costituita da 1milione e193mila euro di Tari non pagata. Per il 2022 l’importo da recuperare ammonta a 552mila 698 euro, per il 2023 invece a 908mila664 euro.
Con la pubblicazione del provvedimento all’albo pretorio viene quindi avviato formalmente l’iter che consentirà ora a Sori di procedere alle somme dovute dai contribuenti che, negli anni interessati dagli accertamenti, non hanno pagato la tassa sui rifiuti. Si apre quindi ora la fase della riscossione coattiva che porterà all’invio di migliaia di cartelle ai cittadini e alle attività economiche che risultano inadempienti. Chi riceverà la notifica potrà saldare subito l’importo richiesto oppure chiedere una rateizzazione per regolarizzare la propria posizione.





