Emma Dante e Stefano Massini, produzioni internazionali come quelle della Compagnia Tchaika o della Compagnie Pensèe Visible per “Voci disarmate”, la nuova stagione del Metastasio di Prato. Sono 20 gli spettacoli, distribuiti nelle tre sale del Met – Metastasio, Fabbricone, Magnolfi: 10 nuove produzioni e altrettanti spettacoli in ospitalità, tra riletture contemporanee di grandi classici, nuovi lavori di drammaturgia contemporanea e alcuni spettacoli di grandi gruppi internazionali.
Il debutto sarà con ‘Pillole di me’ di Alessandro Benenuti, dal 15 al 18 ottobre. Sul palco pratese tornerà dall’1 al 4 aprile Emma Dante con ‘L’angelo del focolare’, mente Stefano Massini il 14 e dal 16 al 18 aprile porterà in scena ‘Lo zar’, il monologo sull’ascesa di Putin, tutti al Metastasio.
Tra gli altri spettacoli, ‘La guerra civile’ di Marco Anneo Lucano (3-6 dicembre) regia di Andrea De Rosa, ‘Una delle ultime sere di Carnovale’ di Goldoni, regia di Valerio Binasco (17-20 dicembre), ‘Le dieu du carnage’, testo di Yasmin Reza, per la regia di Antonio Zavatteri (14-17gennaio), ‘Antigone’ di Jean Anouilh, (28-31 gennaio) diretta da Roberto Latini, ‘Une traversée’ di Natacha Belova e Tita Iacobelli (18-21 febbraio).
Al Fabbricone in scena ‘Baraonda’ del gruppo Uror (20-25 ottobre), ‘Quinto non uccidere’ di Massimiliano Civica (17-22 novembre), ‘Viaggio a Hong Kong’ (10-13 dicembre) con testo e regia di Pascal Rambert, ‘Il Rinoceronte’ di Ionesco con la regia di Emanuele D’Errico (9-14 febbraio) e ‘Come costruire un universo che non cada a pezzi in due giorni’, di Raquel Silva (23-28 febbraio). Per quanto riguarda il Magnolfi, ‘Malamente’ di e con Mauro Pescio (3-8 novembre), ‘Passato remoto’ di e con Oscar De Summa (24-29 novembre) e ‘Sabotage’ di Ivan Talarico (2-7 febbraio), tutte produzioni del Metastasio.
“La nostra nuova stagione – spiega il direttore della Fondazione Teatro Metastasio, Massimiliano Civica – è fatta di queste voci disarmate di fronte alla terrificante bellezza e al doloroso mistero della vita. Voci che non minacciano, che non attaccano, che non offendono. Voci che non vogliono odiare o avere per forza ragione. Voci che fanno domande”.





