Oltre trentasette anni di carcere complessivi sono stati comminati in Appello per il fatto di sangue più efferato maturato a Prato nell’ambito della cosiddetta guerra delle grucce: il tentato omicidio di Chang Meng Zhang, l’imprenditore cinese che fu accerchiato, percosso e accoltellato nel corso di un agguato all’interno del circolo Number One di via Scarlatti il 6 luglio 2024. Oggi si è concluso il processo di secondo grado: la Corte di appello di Firenze ha confermato la condanna inflitta dal Tribunale di Prato a 7 anni e mesi 6 di reclusione per Chen Yunlong, Zheng Zhukung, Zheng Xunbing, Lin Xianluan e Hu Yuncan, i cinque cittadini cinesi che furono individuati e bloccati tra Calabria e Sicilia grazie alle indagini della squadra mobile a partire dalle immagini di videosorveglianza del locale.
I giudici hanno confermato anche la condanna al risarcimento dei danni, da liquidarsi in separata sede, in favore delle parti civili costituite: oltre alla vittima anche il fratello Zhang Changyong (assistiti dall’avvocato Federico Febbo) e la compagna Zhu Wen (assistita dall’avvocata Costanza Malerba).
Del commando, giunto appositamente dalla Cina, faceva parte anche Nengyn Fang, ex soldato dell’esercito della Repubblica popolare cinese, che fu arrestato in un secondo momento a Padova e per il quale si procede separatamente: in primo grado anche per lui è arrivata una condanna a 7 anni e sei mesi di reclusione.
La vittima dell’agguato, che subì un evisceramento all’addome, è sopravvissuto riportando menomazioni permanenti. Dopo gli interventi chirurgici che gli hanno salvato la vita ha iniziato una proficua collaborazione con gli inquirenti, che ha consentito di aprire uno squarcio nel contesto criminale in cui si inserisce il delitto. Il movente sarebbe riconducibile all’ingresso di Chang Meng Zhang nel mercato della produzione delle grucce, con un’azienda, di cui era titolare di fatto, che avrebbe praticato prezzi più bassi rispetto a quelli applicati dall’oligopolio esistente, arrivando a fatturare tra i 100.000 e i 200.000 euro al mese. Se i membri del commando sono stati individuati e assicurati alla giustizia, non sono ancora noti gli sviluppi dell’inchiesta per quanto riguarda i mandanti del tentato omicidio.
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