A tre settimane dal voto, il dibattito è dominato dal progetto regionale del tram Prato-Campi Bisenzio. Il centrodestra attacca, Manetti difende, la Lega fa i conti, e Longobardi (PD) spinge per aiutare le famigie degli studenti. Fatto sta che mancano venti giorni alle elezioni comunali e la campagna elettorale ha trovato un primo terreno di scontro aprto: la tramvia appunto. Un progetto rilanciato dalla Regione più che dal Pd locale ma che in pochi giorni ha prodotto una serie di dichiarazioni da ogni schieramento.
Il centrodestra all’attacco
Sergio Toccafondi, in lista con Forza Italia, paragona la vicenda a Beautiful e ricorda come ogni campagna elettorale torni in scena il progetto della tramvia, salvo poi essere riposto nel cassetto. Il cambio di tracciato verso Campi Bisenzio, anziché verso Peretola, aggrava a suo avviso la situazione: costi più alti, burocrazia più complessa, tempi ancora più incerti.
Francesco Cappelli, commissario provinciale di Forza Italia e capolista alle comunali, non chiude del tutto la porta al progetto — «può essere discussa e approfondita» — ma chiede che prima vengano messi sul tavolo «numeri certi su costi, tempi, tracciato, impatto dei cantieri e benefici concreti per i pratesi. Altrimenti non ci troviamo di fronte a una programmazione, ma a propaganda».
La deputata Erica Mazzetti, responsabile nazionale lavori pubblici di Forza Italia, contesta la scelta di non aver utilizzato il PNRR per finanziare l’opera e propone di puntare su altri interventi: ferrovia, terza corsia dell’A11, ponte Lama, ammodernamento dell’Interporto.
Da Fratelli d’Italia intervengono Chiara La Porta, capogruppo regionale, che annuncia un’interrogazione alla Giunta regionale e definisce il progetto «senza capo né coda», e il candidato al consiglio comunale Cosimo Zecchi, secondo cui il tracciato verso Campi non risponde alle esigenze di una città come Prato, «prima realtà economica e industriale della Piana», che avrebbe bisogno di un collegamento diretto con Peretola percorribile in dieci o quindici minuti.
Il rilancio di Manetti
Sul fronte del centrosinistra risponde Cristina Manetti, coordinatrice di Casa Riformista – Orgoglio per Prato, che entra nel dettaglio del progetto: 8,3 chilometri, 13 fermate, un tram ogni quattro minuti, dalla stazione centrale fino a Campi Bisenzio passando per viale della Repubblica, il Centro Pecci e il Macrolotto. Manetti sottolinea che per la prima volta Prato avrebbe un collegamento su rotaia tra la stazione e il Pecci, e che l’infrastruttura servirebbe anche quartieri oggi poco collegati, come Paperino e San Giorgio. Sui tempi: «9,5 milioni già stanziati. Progetto definitivo entro primavera 2027. Lavori nel 2028. Non sono promesse: sono atti firmati».
La Lega fa i conti
La posizione della Lega è più articolata: non esclude a priori l’utilità di una tramvia, ma solleva tre questioni. La prima riguarda i tempi: esercizio non prima del 2030, con soli 10 milioni certi su 489 necessari, il resto legato a bandi ministeriali e fondi europei 2028-2034 dal risultato incerto. La seconda riguarda la governance: l’opera coinvolge due province, otto comuni e due gestori tranviari, una complessità che in passato ha già bloccato progetti simili. La terza, rileva il segretario provinciale David Carlesi, è di natura politica: con una parte di quei fondi, sostiene Carlesi, si potrebbe già oggi migliorare il servizio bus esistente — corse serali, rinnovo del parco mezzi, copertura delle frazioni come Tobbiana, Galciana, Mezzana, Iolo e le Badie, dove il trasporto pubblico è scarso. «Con una frazione dei 489 milioni, in dodici mesi, si rimette in piedi il servizio bus», scrive il segretario leghista, che chiede al Pd di rispondere «nel merito».
E Longobardi parla di studenti
In questo clima, Giovanni Longobardi, candidato nella lista civica Biffoni Sindaco e autista di Autolinee Toscane, sceglie di portare in campagna elettorale un tema diverso: il trasporto scolastico. La sua proposta prevede di dimezzare il costo degli abbonamenti per gli studenti delle superiori — oggi tra 220 e 340 euro — e di introdurre un abbonamento annuale a 50 euro per chi frequenta il PIN di Prato, sul modello di quanto già avviene per l’area urbana di Firenze. Chiede anche il potenziamento delle corse pomeridiane, per garantire il rientro a casa anche a chi partecipa ad attività extra-scolastiche.
Il dibattito resta aperto. Le prossime tre settimane diranno se la tramvia rimarrà al centro della campagna o se altri temi riusciranno a prendere spazio.




