Il Tribunale di Prato ha ricevuto segnali positivi circa l’arrivo di nuovo personale amministrativo, con i primi innesti che potrebbero arrivare a luglio per rispondere ad un problema di carenza di lunga data, che ad oggi si attesta a circa il 50% rispetto alla pianta organica, e che vede alcune figure come quella dei cancellieri scoperte al 90%. Lo fa sapere la presidente del Tribunale Patrizia Pompei, che ha incontrato la stampa per fare il punto della situazione, dopo la giornata “nera” per la giustizia pratese dello scorso 28 maggio, quando 3 udienze e 55 procedimenti calendarizzati furono rinviati per la mancanza di personale amministrativo. In quella circostanza influì l’assenza contemporanea dei 35 funzionari per l’ufficio del processo pratesi che quel giorno erano impegnati nel concorso nazionale a Roma per la stabilizzazione. Una situazione che comportò disagi simili anche in altri distretti giudiziari.
I funzionari per l’ufficio del processo sono le figure assunte negli scorsi anni con fondi del Pnrr per affiancare i magistrati nell’aiuto alla giurisdizione. A Prato (come in altri distretti a corto di personale amministrativo) sono stati impiegati diversamente, in modo da consentire la celebrazione dei processi.
La buona notizia è che a seguito di quel concorso dovrebbe giungere la stabilizzazione del personale, rivelatosi fondamentale per supplire ai deficit cronici del palazzo di giustizia pratese.
“Tengo a valorizzare il lavoro notevolissimo dei colleghi magistrati, del personale amministrativo e di tutti coloro che operano al Tribunale di Prato per far fronte ad una situazione di carenza di organico e all’andamento della criminalità che in questo territorio è in aumento” afferma la presidente del Tribunale Patrizia Pompei, che cita a titolo esemplificativo i fascicoli penali che arrivano all’Ufficio Gip-Gup: +716% di richieste di intercettazioni nel 2025, rispetto all’anno precedente; 1200 di procedimenti sopravvenuti in più rispetto all’anno precedente.
Numeri che hanno spinto la presidente Pompei, fin dal suo insediamento, lo scorso autunno, a trasferire magistrati dal dibattimento per coprire il quarto posto di Giudice per le indagini preliminari.
E a proposito di magistrati, presso il Tribunale di Prato la situazione rispetto alla pianta organica, vede ad oggi assenti 2 togati nella sezione civile, mentre nel penale c’è la copertura ordinaria, anche se la situazione è comunque difficile stante l’aumento delle sopravvenienze dovute all’escalation criminale e le richieste di trasferimento che di tanto in tanto assottiglia il numero di magistrati in servizio a Prato.
“Per quanto riguarda il settore penale, gli sforzi per la definizione dell’arretrato hanno consentito nei primi 5 mesi di quest’anno di aumentare del 20% le sentenze dibattimentali pronunciate e di ridurre del 20% la durata del dibattimento monocratico – spiega la presidente del Tribunale Patrizia Pompei – La durata media dei processi è passata dai 1239 giorni del 2025 agli attuali 1009. Mentre nel settore civile, grazie al lavoro di chi mi ha preceduto e della presidente della sezione Lucia Schiaretti siamo tra i primi in Toscana e abbiamo mantenuto un ottimo livello come raggiungimento degli obiettivi del Pnrr”.
Tuttavia – segnala la presidente del Tribunale – ci sono dei settori molto in arretrato: 2000 pratiche arretrate di liquidazione di gratuito patrocinio e 8000 sentenze di irrevocabilità non perfezionate sono spie della carenza di personale amministrativo, così come è in sofferenza l’ufficio del giudice di pace. “Per il giudice di pace è previsto un aumento delle competenze e bisogna che si arrivi ad una maggiore dotazione organica. Da questo punto di vista abbiamo previsione di nuove nomine di giudice di pace a settembre prossimo” spiega Patrizia Pompei.





