L’Università di Firenze rinnova e amplia il suo impegno negli istituti di pena, chiudendo il 2025 con numeri “significativi” che “testimoniano un sistema funzionante e in evoluzione”. La “vera notizia dell’anno accademico 2025-2026”, si spiega da Unifi, è l’ingresso per la prima volta dell’Ateneo nell’Istituto penale per minorenni (Ipm) di Firenze: due “giovani adulti” hanno iniziato il loro percorso universitario “L’ingresso all’Ipm segna un cambio di passo fondamentale – dichiara Maria Paola Monaco, delegata della rettrice all’inclusione e diversità e al Polo universitario penitenziario (Pup) -. Non portiamo dentro le mura solo didattica, ma strumenti di riprogettazione esistenziale. Investire su questi ragazzi, così come sui nostri studenti” a Sollicciano e a La Dogaia a Prato, “significa investire sulla capacità di recupero della persona e di miglioramento di tutta la collettività, perché lo studio è l’antidoto più potente alla recidiva e il motore primario per la ricostruzione di una nuova identità”.
Quanto ai numeri sono 65 gli iscritti totali per il nuovo anno accademico, con “ben 29 nuove immatricolazioni, un segnale di fiducia da parte della popolazione detenuta”. L’anno scorso inoltre 3 studenti hanno conseguito la laurea, in progettazione e gestione di eventi, chimica e storia, quest’ultima con 110 e lode, mentre altre 3 tesi sono in scrittura. Il cuore strutturato del Pup – realtà avviata da Unifi fin dal 1999 e proseguita insieme agli altri Atenei toscani con il coinvolgimento della Regione e del Provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria – rimane La Dogaia (26 iscritti e 14 nuovi immatricolati) e il Mario Gozzini di Firenze (6 iscritti).
Una “presenza fondamentale” è garantita a Sollicciano dove l’Università supporta attivamente 12 studenti (di cui 8 nuovi immatricolati), assicurando loro didattica e tutoraggio nonostante la struttura non rientri formalmente nel perimetro del Pup. L’azione si estende inoltre agli studenti in esecuzione penale esterna o in regime di semilibertà (13), garantendo continuità didattica anche fuori dalle mura. Ancora da maggio a dicembre scorsi sono stati sostenuti 43 esami, altri 15 sono in programma. Un supporto reso possibile anche grazie all’assegnazione di 5 borse di studio Dsu e al lavoro costante di tutor e docenti.



