Il Consiglio di Stato ha respinto un ricorso presentato dal Comune di Poggio a Caiano contro la sentenza del Tar toscano che dava ragione ad un gruppo di residenti riuniti nel comitato ‘Gruppo cittadini per il senso unico’. La vicenda, si spiega in una nota, riguarda la viabilità in alcune strade nel centro storico di Poggio a Caiano. Nel 2022 la precedente amministrazione, guidata dall’allora sindaco Francesco Puggelli, aveva infatti disposto una serie di sensi unici per mitigare lo smog e l’inquinamento acustico. Nel 2024 la nuova amministrazione, guidata dall’attuale sindaco Riccardo Palandri, si ricostruisce nella sentenza, era “tornata sui suoi passi ristabilendo il doppio senso su tutte le strade interessate, in particolare su via Vittorio Emanuele II e via Pratese”. Alcuni residenti si erano rivolti al Tar per contestare tale decisione, ottenendo ragione. Da qui la decisione del Comune di appellarsi al Consiglio di Stato. Per il comitato “adesso il Consiglio di Stato non solo ha confermato quella sentenza ma l’ha appesantita” sottolineando come il Comune non abbia “mai preso in considerazione il sicuro peggioramento dei livelli di inquinamento, e dunque il danno che inevitabilmente ne deriva per la salute dei residenti”. “In altre parole – prosegue la sentenza – il ‘fastidio’ di allungare di poco il tragitto è stato ritenuto aprioristicamente prevalente rispetto all’evidente ‘sacrificio’ legato, ad ogni modo, ai danni che gli elevati livelli di inquinamento possono senz’altro provocare per la salute umana”.
Esulta anche il gruppo consiliare Poggio Insiene – centro sinistra: “La loro sconfitta segna non solo la nostra vittoria insieme a quella dei cittadini, ma anche la vittoria del bene comune. C’è molta differenza fra chi si è battuto per contrastare l’inquinamento sapendo assumere scelte impopolari e chi, pur di guadagnare qualche facile voto in più, ha messo a rischio la salute di tutti” si legge in una nota. “La cosa chiara è che adesso non hanno appigli. La loro è sconfitta non solo sul piano della forma ma anche in termini di sostanza. Restiamo in attesa di decisioni forti e immediate da parte di chi, adesso, ha l’obbligo di prenderle”.



