Sottopasso via Ciulli. E’ il momento delle riflessioni e – ancora – delle polemiche

Il giorno dopo la tragedia è il momento delle riflessioni e delle analisi. Perchè è successa? Si poteva evitare? Ci sono colpe specifiche? Sono questi i principali interrogativi che restano sospesi. Le precipitazioni eccezionali in un ristretto lasso di tempo – sono caduti 104 millimetri di pioggia in due ore – hanno causato una situazione anomala, trasformando via Ciulli in un fiume. L’esondazione del torrente Vella ha allagato il sottopasso e le idrovore di sicurezza non hanno fatto il loro lavoro. Posizionate per svuotare il sottopasso in caso di allagamento, sembra che non siano mai entrate in funzione, anche perchè il fosso di smaltimento era a sua volta pieno. A questo punto entrano in gioco le competenze dell’area. Chi doveva gestire la manutenzione? Il sottopasso è stato costruito dalle Ferrovie ma – stando ad una convenzione del ’92 – gestione e manutenzione spetterebbero al Comune. Asm si è tirata fuori – non ha competenza sulle idrovore – per cui per il momento la patata bollente è in mano al Comune. I residenti di via Ciulli peraltro segnalano che il sottopasso altre volte si era allagato, anche se mai ai livelli toccati ieri, e che la manutenzione sarebbe inesistente. L’inchiesta aperta dal sostituto procuratore Canovai dovrà accertare cause ed eventuali responsabilità, per questo già ieri era stato disposto il sequestro dell’area e dell’auto sulla quale viaggiavano le tre vittime. Il sottopasso resterà chiuso fino al 30 novembre. Continuano nel frattempo le polemiche sulla decisione del sindaco di non proclamare il lutto cittadino. Si è mosso addirittura il presidente della Regione Enrico Rossi, dichiarando che il gonfalone regionale sarà presente ai funerali delle tre vittime. Rossi si è detto imbarazzato dalla decisione di Cenni “E’ stato un errore non proclamare il lutto, c’è stata sottovalutazione. Sarebbe doveroso chiedere scusa, se non lo fa il sindaco lo faccio io a nome della comunità toscana” ha aggiunto il presidente. Il sindaco difende la propria scelta. “La bandiera a mezz’asta e il minuto di silenzio durante il consiglio comunale di domani sono tra i simboli più significativi di solidarietà e di dolore cittadino” ha detto Cenni, “L’accadimento tragico di ieri assume significati impropri che distolgono da quello che in effetti è stato: la morte di tre donne” ha aggiunto il sindaco.

  

 

 

 

 

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