Il nuovo aeroporto stoppa l’ampliamento del centro benessere Asmana: a rischio un investimento di 50 milioni. Anche il Comune presenta le osservazioni al Ministero

Diversamente dalla prima fase di osservazioni quando passò i documenti alla Regione, il Comune di Prato ha presentato direttamente al Ministero dell’Ambiente i propri rilievi alle integrazioni di Toscana Aeroporti, nell’ambito del procedimento di Via per la costruzione della nuova pista di Peretola. Oltre al Comune di Prato, anche quelli di Poggio a Caiano, Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio e Calenzano hanno presentato in forma autonoma le osservazioni. Al momento, sul sito del ministero, non risultano invece obiezioni da parte del Comune di Firenze, che aveva partecipato al Tavolo dei sindaci della Piana. Tra i soggetti che hanno presentato i propri rilievi c’è anche il nuovo centro benessere Asmana,  a Campi Bisenzio, che subirebbe gravi ripercussioni dall’ampliamento di Peretola.

L’iter di approvazione del progetto
Nelle nove pagine del documento si ribadiscono dubbi e carenze nel progetto di Toscana Aeroporti, che non sono stati fugati dalle oltre 170 schede di integrazione presentate dalla società dopo i rilievi dello stesso Ministero.
Sarà quest’ultimo, entro febbraio 2016 – dopo che avrà studiato le singole osservazioni e il nuovo parere elaborato dal NURV (Nucleo regionale di valutazione amnbientale) – a dover esprimere il pronunciamento conclusivo con l’eventuale decreto di Via sul masterplan. In caso di assenso, verrà attivata la procedura di Conformità Urbanistica (ex Conferenza dei servizi) presso il Ministero delle Infrastrutture, che potrà emettere un provvedimento in forza del quale Enac sarà successivamente autorizzata ad approvare il Piano di sviluppo aeroportuale, con tanto di dichiarazione di pubblica utilità preordinata all’esproprio delle aree private in esso ricomprese, e variante agli strumenti urbanistici vigenti.

I rilievi del Comune di Prato
Intanto però, nelle nove pagine firmate dal dirigente del servizio Urbanistica del Comune di Prato Francesco Caporaso, sono molteplici e assai dettagliati i rilievi al progetto, a partire dall’aleatorietà nella previsione delle rotte. Quelle avanzate dal proponente – si fa notare nel documento – sono solo delle ipotesi, perchè la loro definizione è assegnata per legge alla Commissione aeroportuale nominata dall’Enac, presieduta dal competente direttore della circoscrizione aeroportuale e composta da un rappresentante della Regione, dei Comuni interessati, della città metropolitana, dell’Arpat, dell’Enav oltre che da rappresentanti della società di gestione aeroportuale.
Il Comune chiede le dovute informazioni sulla reale applicabilità delle procedure di decollo individuate, con la stima della popolazione interessata. Inoltre alla Regione è richiesto che in sede di conferenza dei servizi siano definite in modo univoco e chiaro le traiettorie con particolare riferimento alle rotte sulla provincia di Prato.
Quanto all’uso monodirezionale della pista, si fa notare che la società di gestione dello scalo fiorentino ha ridimensionato rispetto ad una prima stima il numero degli atterraggi che a causa di condizioni meteo avverso potranno comportare il sorvolo della città di Firenze. Rispetto ad una prima indicazione del 2% si è drasticamente passati ad uno 0,1%. “Quello che emerge – scrivono i tecnici comunali – è una forte aleatorietà di tali stime che sono diminuite nel giro di due mesi di un ordine di grandezza”.

Impatto acustico
Quanto alle opere di mitigazione nelle aree esterne all’impronta acustica, a fronte dei rilievi già avanzati dai Comuni e dello stesso Ministero dell’Ambiente, il proponente si è detto pronto a recepirle ma si è riservato di eseguire specifiche misurazioni di verifica e a rimandare le previsioni di azioni di risanamento ai casi di effettivo risanamento, una volta definito con opportuno dettaglio il limite dell’intorno aeroporetuale”. Un approccio che non trova d’accordo il Comune di Prato, secondo il quale i potenziali ricettori impattati, comprese le abitazioni, devono essere indicate fin da subito dalla società. Secondo il Comune di Prato il Ministero dell’Ambiente, su richiesta della Regione, dovrebbe chiedere a Toscana Aeroporti di attivare un deposito fidejussorio della capienza adeguata, fino al 2029, per finanziare opere di risanamento acustico dei ricettori disturbati.

Quadro economico approssimativo
E proprio a proposito del quadro economico, si mettono in luce “carenze nella stima dei costi, con incongruenze e mancanze che sottostimano e forniscono un quadro troppo aleatorio ed approssimativo di tutti gli interventi progettati”. Manca insomma un quadro economico analitico dei costi che comprenda le opere di compensazione e sostenibilità.
Un esempio: l’aumento da 70 a 86 milioni nel costo indicati da Toscana Aeroporti sono riferiti soltanto a due modifiche progettuali (la progettazione del sistela AVL e le prescrizioni idrauliche per rispettare il tempo di ritorno di 200 anni). “Questo significa – scrive il Comune – che le opere connesse alle altre richieste di integrazione nopn sono state recepite, quantificate ed inserite economicamente fra le spese da sostenere”.

Valutazione sanitaria insufficiente
Da un punto di vista sanitario, la “Vis è stata ancora condotta con riferimento a situazioni non cautelative”, “non è stata approfondita come richiesto” e scrivono ancora i tecnici comunali “si stimano emissioni in atmosfera tali da aumentare sgnificativamente le concentrazioni di sostanze inquinanti, in particolare nella zona dell’Osmannoro, con ricadute per la salute pubblica non accettabili”. Il Comune chiede che venga esteso al Comune di Prato il dominio di calcolo in relazione al rischio rumore. Si evidenzia inoltre che Toscana Aeroporti ha previsto di non realizzare impianti termici perchè intende utilizzare il teleriscaldamento proveniente dal termovalorizzatore di Case Passerini, che ancora “non dispone di titolo abilitativo alla realizzazione”. In caso non dovesse essere costruito, le emissioni aumenterebbero per effetto degli impianti termici necessari alle opere aeroportuali.

Rischio idraulico
Per quanto riguarda il rischio idraulico, viene chiesto uno studio sull’intera area e si segnala in caso di portate di magra il rischio di ristagno di acqua – habitat adatto per infestanti – nei canali progettati che hanno alvei più lunghi rispetto a quelli attuali che andranno a sostituire. Ne risulterà una diminuzione della pendenza che potrebbe portare come detto a ristagni di acqua e conseguenti problemi igienico-sanitari.

Traffico, rischio congestionamento
Critiche sono mosse anche al modello trasportistico con un peggioramento previsto per la viabilità. “L’inserimento di ulteriori 2.000 veicoli nella viabilità ordinaria (questo l’aumento di posti auto per i parcheggi indicato da Toscana Aeroporti, ndr) non è da sottovalutare anche solo a livello di svincoli che però non vengono analizzati e conseguentemente sono trascurati nella simulazione di traffico, le cui conclusioni vengono definitive approssimative.
Secondo il Comune, gli interventi già previsti sulla viabilità a tutt’oggi non completati (terza corsia autostrada A11, svincolo autostradale in uscita da A11, strada Prato-Mezzana-Perfetti Ricasoli, linea 2 della rete tramviaria, “non risultano sufficienti ad evitare fenomeni di congestionamento del traffico dovuto anche alla localizzazione della nuo infrastruttura aeroportuale”. Si suggeriscono nuove soluzioni come il sottoattraversamento degli spazi aeroportuali per un collegamneto diretto per Sesto Fiorentino, una divisione dei flussi di traffico proveniente dall’autostrada, estensione della tramvia, e il raddoppio delle corsie della Prato-Mezzana-Perfetti Ricasoli.
Secondo il Comune, nel 2029 per effetto della nuova pista di Peretola, se non viene sviluppato un sistema di trasporto pubblico integrato gomma-ferro-tramviario, si avrà un incremento del traffico privato almeno raddoppiato rispetto all’attuale.

Il centro benessere Asmana: “A rischio un investimento da 50 milioni”
Tra le osservazioni presentate al Ministero dell’Ambiente ci sono anche quelle del nuovo centro benessere Asmana Wellness World di Campi Bisenzio, che con la nuova pista di Peretola si troverebbe ad essere sorvolato dagli aerei ad una quota dai 140 ai 210 metri di altezza. Uno scenario che comprometterebbe la fruibilità di una struttura costruita per il relax, e che ha una vasta area esterna con piscina e centinaia di postazioni per lettini solari. Il centro benessere, inaugurato a giugno scorso, è stato realizzato con un investimento di 26 milioni di euro, ha creato un centinaio di nuovi posti di lavoro e prevede di accogliere 300 mila ospiti l’anno.
La società che gestisce la struttura, la Slow Life Real Estate srl, rappresentata per le osservazioni al Ministero dagli avvocati pratesi Mauro e Guido Giovannelli, ha previsto l’espansione del centro benessere e la realizzazione di un albergo, già contemplati nel piano attuativo approvato dal Comune di Campi Bisenzio. Ma questo ulteriore investimento di 50 milioni di euro sarebbe precluso dalla realizzazione della nuova pista in quanto Asmana ricadrebbe nella fascia di rispetto aeroportuale.
Anche il centro benessere pone numerose osservazioni, mette in luce le carenze del progetto di Toscana Aeroporti e sottolinea che all’epoca del rilascio dei provvedimenti da parte del Comune di Campi, nel 2010, i problemi che la nuova pista arrecherebbe alla struttura non erano stati neppure ipotizzati.

Dario Zona

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