Violenza sulle donne, l’educazione sentimentale degli istituti superiori pratesi fa scuola in tutta Italia

E’ arrivato a conclusione il primo format pratese di “prevenzione sentimentale” nelle scuole superiori organizzato da comune e provincia di Prato e dall’associazione Senza Veli Sulla Lingua. “L’azione della rete nel contrasto alla violenza di genere e l’importanza del lavoro di rete”, questo il nome dell’iniziativa che ha coinvolto in diverse giornate del mese di novembre oltre 700 studenti del Datini, Dagomari, Gramsci-Keynes, Cicognini e Rodarie che adesso sarà “esportata” in tutta Italia. Un percorso informativo per riflettere sui vari tipi di violenza, prima di tutto quella domestica, che nel mondo è la prima causa di morte per le donne dai 16 ai 44 anni: più degli incidenti stradali, più delle malattie. “Le leggi che ci sono non sono abbastanza efficaci – afferma Ebla Ahmed, presidente dell’associazione Senza Veli Sulla Lingua -; per questo abbiamo formulato delle proposte di legge da sottoporre alle autorità: prima tra tutte, la necessità di creare un archivio delle denunce: perché quando una donna va a denunciare un maltrattamento risulta sempre come la prima volta? E poi l’affidamento di un avvocato d’ufficio ad una donna che denuncia. E’ una vergogna che il maltrattante abbia diritto ad un avvocato e che la donna maltrattata non abbia un legale per legge”.

La giornata conclusiva del percorso si è tenuta nell’auditorium dell’Istituto Gramsci-Keynes e ha visto la partecipazione di Monica Pieraccioli, responsabile del Codice rosa di Prato che dal 2012 offre una risposta tempestiva alle donne maltrattate già dall’arrivo in Pronto soccorso: “Prato incide con i suoi 350 casi di violenza sulla donna, sono numeri non altissimi che non rendono giustizia alla gravità della situazione nel complesso, ma questo perché il pronto soccorso non è la prima via d’accesso per la donna maltrattata, che spesso si reca nei consultori o presso le associazioni.

Alla fine della mattinata l’associazione Senza Veli Sulla Lingua ha consegnato delle targhe di riconoscimento per il loro impegno nell’ambito dell’aiuto alle donne violentate al sindaco di Prato Matteo Biffoni; al comandante del Nucleo radiomobile dei Carabinieri di Prato il capitano Sara Pini; al capo delle Volanti della Polizia di Prato Andrea Belelli; al magistrato Laura Canovai e a Monica Pieraccioli del Codice rosa.

LS

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