Asl Toscana Centro, scatta il piano ferie estive. Al Santo Stefano 62 posti letto in meno da giugno a settembre

Riorganizzazione in vista del periodo estivo, nei mesi da giugno a settembre, per tutti i presidi ospedalieri dell’Asl Toscana Centro. Il piano della maxi-Asl riguarderà anche l’ospedale Santo Stefano per consentire al personale di usufruire delle ferie e non incidere sul servizio.

La struttura pratese dispone in totale di 575 posti letto: nei prossimi mesi il dipartimento chirurgico subirà però una riduzione dei posti letto pari quasi al 18%. Tradotto, mancheranno all’appello (dal 21 luglio al 16 settembre) ben 22 posti letto per i pazienti su 123 totali.

Rimodulazione prevista poi in area medica: su 272 posti letto – comprensivi delle specialistiche di geriatria, medicina, neurologia, malattie infettive, medicina polispecialistica, cardiologica, subintensiva – 14 posti letto diminuiranno nel settore 2 dal 18 giugno al 16 settembre e altri 14 saranno “tagliati” temporaneamente nel settore 3 dal 10 giugno al 20 settembre causa ferie. Quattro posti letto in meno anche per la subintensiva, che passerà da 20 a 16, e per gli spazi in pediatria, che saranno ridotti di 8 posti, come negli anni passati: in sostanza, nei tre mesi estivi invece di 34 saranno 26. Il ridimensionamento estivo riguarderà infine anche l’attività chirurgica nel settore 6, che sarà interessato dal piano ferie dal 1 luglio al 16 settembre prossimi.

Per l’Asl, si legge in una nota, “gli ospedali chiusi per ferie, sono ormai un antico ricordo”: “Anche quest’anno – precisa il direttore sanitario Emanuele Gori – vengono mantenute praticamente inalterate tutte le attività, con un utilizzo più flessibile dei posti letto” e con la possibilità di attivare tempestivamente le risorse in caso di criticità. Per la Cisl le riduzioni per ferie sono in linea con i numeri dello scorso anno ma il sindacato si dice pronto a monitorare la situazione qualora si verificasse un iper-afflusso e la necessità di riattivare parte dei posti letto per brevi periodi: “Non vorremmo che in quel caso, a farne le spese fosse ancora il personale in servizio e che i reparti fossero sguarniti per far fronte ad un aumento degli accessi – sottolinea Massimo Cataldo – Verificheremo con attenzione gli sviluppi nei prossimi mesi”.

 

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