Discarica nel piazzale di una stamperia tessile cinese: sequestrati rifiuti pericolosi e macchinari FOTO

Era già stata sottoposta ad un controllo circa un anno prima e denunciata per violazioni alle normative ambientali, la stamperia tessile cinese, situata nella zona di San Giusto, dove nei giorni scorsi è stata rinvenuta una vera e propria discarica di rifiuti. Gli accertamenti, effettuati dal Nucleo Ambientale della Polizia Municipale insieme all’Arpat, sono scattati a seguito di numerosi segnalazioni pervenute da parte di cittadini che lamentavano le maleodoranze provenienti dall’attività. Nel piazzale dove l’azienda avrebbe dovuto depositare in maniera codificata le varie tipologie di rifiuti, ai fini del loro successivo ritiro e smaltimento mediante ditte autorizzate, era presente una situazione di estremo degrado, con rifiuti speciali pericolosi: materiale isolante, fusti di prodotti chimici e stracci contaminati da paste da stampa mescolati a sacchi contenenti residui dei pasti dei lavoratori in avanzato stato di decomposizione, con sciami di insetti e topi che vi giravano attorno. Presenti anche divani rotti, porte smontate e rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche.

La Polizia Municipale ha inoltre accertato che parte di tali rifiuti, in particolare alcune pezze tessili, abbandonate sul piazzale, erano già stati rinvenuti l’anno precedente. Pertanto l’azienda non si era attivata in alcun modo per il regolare smaltimento degli stessi.
Nel resede posteriore, in un pezzetto di terreno a verde erano stati collocati dei fusti contenenti delle vecchie pasta da stampa non più utilizzabili nel ciclo produttivo, senza utilizzare le precauzioni dovute, ovvero l’immissione degli stessi all’interno di un apposito bacino di contenimento atto ad evitare inquinamento del terreno in caso di fuoriuscita del prodotto.

Per questi motivi la Polizia Municipale ha sequestrato tutti i rifiuti depositati in maniera incontrollata. All’interno dell’azienda è stato inoltre verificato che era copiosamente presente ovunque uno strato di polvere derivante dalle operazioni di spazzolatura del tessuto che si generavano dall’utilizzo delle due linee di stampa in assenza della prevista autorizzazione alle emissioni. Pertanto il personale di Arpat ha proceduto al sequestro di due porzioni di macchinari.

Il titolare dell’azienda, un cittadino cinese di 37 anni, è stato denunciato per aver effettuato un deposito incontrollato di rifiuti pericolosi e non pericolosi provenienti dall’attività della sua azienda e per aver generato emissioni in atmosfera non autorizzate. Nei suoi confronti sono state inoltre comminate sanzioni per irregolarità relative alla detenzione di un cane rinvenuto in ditta poiché tenuto a catena e privo di regolare cuccia di ricovero.

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