Al conservatorio San Niccolò gli alunni cinesi parleranno solo in lingua italiana

Niente ‘Ni hao’ per dire ciao e neanche ‘xie xie’ per dire grazie. Al conservatorio San Niccolò di Prato, scuola frequentata da 490 alunni italiani e cinesi, dal nido al liceo scientifico, anche durante l’orario di ricreazione e nei corridoi si parlerà solo ed esclusivamente in italiano. La regola scatterà lunedì prossimo, al suono della prima campanella dell’anno scolastico, quando sarà spiegata a tutti gli studenti. A suggerirla, come riporta oggi il Tirreno, sono stati proprio i genitori degli alunni cinesi.
“Abbiamo integrato il regolamento dell’istituto – ha spiegato la preside Mariella Carlotti – inserendo questa regola che lunedì andrò a spiegare agli studenti, soprattutto a quelli della primaria e della secondaria di primo grado. Nella nostra scuola non ci sono bambini italiani e bambini cinesi, ci sono solo bambini”.
Ai ragazzi sarà sottolineato che non si tratta di una misura punitiva ma di un’occasione di incontro, di amicizia e di ancora maggiore integrazione. All’inizio ci sarà un pochino di tolleranza per i più piccoli specialmente ma, anche le eccezioni, “dovranno confermare la regola”, precisa il dirigente scolastico. Chi poi continuerà a parlare cinese sarà richiamato dagli insegnanti che, di volta in volta, cercheranno di capire le singole circostanze.
“Al nido e alla scuola dell’infanzia – conclude la preside – abbiamo bimbi nati da genitori cinesi ma con cittadinanza italiana. Famiglie qui radicate che hanno scelto di dare la cittadinanza italiana ai figli”. La regola, infine, viene sottolineato, è fatta per abbassare le barriere, per evitare che gli studenti creino dei gruppi a secondo della nazionalità.

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