Amministratori Creaf a processo, il danno patrimoniale della partecipata quantificato in 5,2 milioni

Una partecipata che a partire dal 2006, aveva già inghiottito 20 milioni di euro di soldi pubblici senza mai avviare l’attività, che ne doveva restituire 5,9 milioni alla Provincia, e che dalla Provincia (socio di maggioranza) non poteva essere più finanziata perchè nel 2010 il governo Monti impedì alle pubbliche amministrazioni di iniettare nuova liquidità alle società partecipate in perdita da tre esercizi consecutivi.
E’ la situazione in cui si sono trovati il presidente della Provincia Lamberto Gestri, in carica dal 2009 al 2014 e l’attuale presidente Matteo Biffoni, insediatosi ad ottobre 2014. I due amministratori pubblici saranno a processo – prima udienza fissata il 18 giugno 2019 – per cooperazione colposa in bancarotta semplice, assieme agli amministratori del Creaf Laura Calciolari e Luca Rinfreschi, e ai componenti del cda e revisori dei conti (Veronica Melani e Gianmarco Bacca, Massimo Longini, Giovanni Picchi e Marco Bini). Nell’atto di citazione diretta a giudizio, il sostituto procuratore Lorenzo Boscagli ha enunciato le linee principali dell’accusa: il dissesto del Creaf era già evidente da tempo e la definitiva compromissione della continutà aziendale è datata all’approvazione del bilancio al 31 marzo 2011, quando i lavori di ristrutturazione dell’immobile di via Galcianese non erano ancora ultimati e mancava perfino una prospettiva di gestione operativa. A partire da quel momento, secondo la Procura, gli amministratori del Creaf avrebbero dovuto portare i libri in Tribunale e i presidenti della Provincia, prima Gestri, poi Biffoni, in posizione di garanzia, avrebbero dovuto evitare l’aggravamento del dissesto. Invece, sempre secondo l’accusa, adottarono un comportamento “contraddittorio e dilatorio”, che – assieme alle condotte di amministratori e revisori dei conti – hanno prodotto un danno patrimoniale quantificato in 5,2 milioni di euro, di cui 3 milioni espressione di perdite derivanti dalla continuazione della gestione ordinaria.
Il processo si aprirà il 18 giugno 2019. I termini della prescrizione, che per questo tipo di reato è fissata a 7 anni e mezzo, secondo la Procura decorrono dalla dichiarazione di fallimento del Creaf, sancita a febbraio 2017.

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