Il campanile del duomo si apre ai turisti. Sabato l’anteprima per cento visitatori FOTO e VIDEO

Apre per la prima volta al pubblico il campanile del duomo di Prato. Si tratta di una novità assoluta resa possibile con il completo restauro della struttura concluso dopo sette anni di lavori. Con i suoi 177 scalini e una altezza di 46 metri, la torre campanaria della cattedrale di Santo Stefano è l’edificio più alto di Prato, dal quale si può godere una vista davvero suggestiva sulla città.

Le visite si potranno effettuare in maniera continuativa a partire dalla prossima primavera ma questo sabato, 15 settembre, è in programma una eccezionale anteprima. Dalle 10 alle 16,45, con turni della durata di 45 minuti, si potrà entrare nel campanile della cattedrale passando dal transetto e partecipare ad una visita guidata curata dall’associazione Artemia.
Per partecipare, occorre prenotarsi chiamando il numero 340-5101749 oppure inviando una email a info@artemiaprato.it. Ci sono cento posti disponibili, suddivisi in dieci turni da dieci persone ciascuno. Per saperne di più.
La salita è piuttosto agevole ed è consigliata a tutte le persone in buona salute. L’unica avvertenza riguarda coloro che soffrono di vertigini.

 

 

La decisione di aprire al pubblico il campanile nasce dalla volontà della diocesi di Prato, dell’ufficio diocesano per i beni culturali e del museo dell’Opera del Duomo di mostrare sempre di più le proprie bellezze, in particolare quelle contenute nel complesso della cattedrale. L’iniziativa infatti arriva dopo la presentazione, avvenuta nel mese di luglio, del nuovo sito web dedicato agli affreschi di Filippo Lippi nell’altare maggiore e l’installazione nel museo delle postazioni con visori per la realtà aumentata che permettono di vedere i dipinti del grande artista del Rinascimento a distanza ravvicinata e in alta risoluzione.

 

Da sinistra: mons. Nedo Mannucci, Francesco Giambattista Nardone, Chiara Bardazzi, Daniela Toccafondi, mons. Franco Agostinelli e Matteo Biffoni

 

Hanno detto. Questa mattina il campanile è stato visitato in anteprima dal vescovo Franco Agostinelli, dal vicario generale mons. Nedo Mannucci, dal sindaco Matteo Biffoni e dagli assessori comunali Simone Mangani e Daniela Toccafondi. Presenti anche il direttore dei Musei diocesani Claudio Cerretelli, il presidente dell’Opera del Duomo Francesco Giambattista Nardone e l’architetto Chiara Bardazzi, che ha curato il progetto di restauro e diretto i lavori.
«È la prima volta che salgo quassù – ha ammesso monsignor Agostinelli – e devo dire che si tratta di uno spettacolo molto suggestivo, dal campanile si può apprezzare davvero tutta la bellezza di Prato. Siamo molto felici di poter offrire questa possibilità ai pratesi e ai turisti di passaggio in città». Entusiasta di questa apertura il sindaco Biffoni: «ringrazio l’Opera del Duomo per aver reso fruibile un altro bellissimo spazio della città. Si tratta di un nuovo straordinario tassello dell’offerta turistica cittadina. Invito i pratesi a salire in cima al campanile, si gode una vista spettacolare». Soddisfatta per il risultato raggiunto l’Opera del Duomo: «ma non ci vogliamo fermare qui – aggiunge il presidente Nardone – la nostra idea è quella di creare un ingresso al campanile direttamente dal Museo (attualmente si entra nella torre passando dal transetto del Duomo NdR), in modo da offrire un accesso diretto alla struttura. Speriamo di avere il supporto della città e della Fondazione Cassa di Risparmio, che ci ha sempre sostenuti in ogni iniziativa».

 

 

 

La storia. La torre campanaria del duomo di Prato risale al 1160 e si inserisce perfettamente nel prospetto simmetrico del fianco meridionale della chiesa. Il maestro marmorario Guidetto, attorno al 1220, completò la parte superiore con quattro livelli e successivamente, nel Trecento, fu necessario innalzare il campanile di un ulteriore piano dopo la costruzione del transetto. I lavori terminano nel 1356 e da allora la struttura non è più stata modificata ed è la stessa che vediamo anche oggi. Da tempo il campanile necessitava di un restauro e così si è pensato di farlo nell’ottica di renderlo accessibile alle visite.

 

 

I lavori. Il progetto di restauro è iniziato nel 2010 e si è concluso lo scorso anno. Oltre alla messa in sicurezza del paramento lapideo esterno, fatto di pietra alberese e marmo verde di Figline, sono state risistemate le scalette interne e rifatte le ringhiere. Inoltre la torre è stata dotata di una nuova illuminazione. Il risultato è davvero sorprendente. I lavori, costati circa 200mila euro, sono stati compiuti dalle ditte La Meridiana restauri, Ditta Cabit, impresa Saccenti, Ditta Pierini, Ditta Lastrucci e impresa Ridolfi. Gli interventi sono stati commissionati e seguiti dall’Opera del Duomo, prima con il presidente Raffaelle Tanzarella e poi dal successore Francesco Giambattista Nardone. Tutto è avvenuto sotto la supervisione della Soprintendenza e con il fondamentale contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato.

 

 

 

Foto di Alessandro Fioretti

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