Brexit, le possibili conseguenze sull’import-export delle aziende: se ne è parlato alla Camera di commercio

Le conseguenze della Brexit potrebbero ripercuotersi sulle transazioni commerciali con il Regno Unito e, quindi, anche sulle aziende del nostro distretto. La data per il raggiungimento dell’accordo per l’uscita dall’Unione europea è fissata al 29 marzo e le domande degli imprenditori e dei commercianti sono tante; quel che è certo è che in caso di “hard Brexit” (un “divorzio brutale”) la Gran Bretagna si configurerà come paese terzo rispetto all’Ue. Tutte le merci in uscita e in entrata dalla Gran Bretagna verso l’Europa, dovranno passare da una dogana, il che significa adempimenti, fermo delle merci, pagamento di dazi. Se ne è parlato durante l’ “exportday” che l’Agenzia Dogane e Monopoli ha organizzato a scopo informativo in collaborazione con le camere di commercio di Prato e di Pistoia. “Quindi il camion che parte da Prato dovrà obbligatoriamente fermarsi alla dogana della Gran Bretagna e compilare la bolletta di esportazione, stesso discorso quando il camion entrerà a Prato dalla Gran Bretagna, dovrà fare la bolletta di importazione per pagare i diritti doganali – spiega Maurizio Vairelli, responsabile assistenza utenti dell’Ufficio delle dogane di Prato e Pistoia -. Mentre adesso con il Regno Unito dentro l’Ue, l’Iva viene assolta con l’inversione contabile. Capiamo bene che dall’ante Brexit al post Brexit potrebbero aumentare i problemi economici e di tempo: il camion che parte da Prato impiegherà giorni e non ore per arrivare fino in Inghilterra e questo farà lievitare i costi per le aziende”.
Il nostro Paese esporta principalmente prodotti agricoli e tessili verso la Gran Bretagna, quindi il problema potrebbe davvero porsi anche per il distretto pratese: “La nostra città potrebbe risentirne, ma ancora non è dato sapere in quale misura – riferisce Simone Culla, direttore dell’Ufficio delle dogane di Prato e Pistoia -. Sicuramente, in caso di hard Brexit, il Paese più svantaggiato sarà proprio la Gran Bretagna. E soprattutto sarà un problema di diritto transitorio perché non è mai capitato che un Paese dell’Unione ne uscisse. Movimenti iniziati prima e arrivati nel Paese di destinazione dopo la Brexit costituiscono in questo senso una novità”.  Lo scenario più vantaggioso per le aziende, delle quali molte non sono attrezzate in materia doganale, sarebbe un rinvio della Brexit alla fine di giugno oppure l’approvazione dell’accordo inizialmente proposto dall’Unione europea alla Gran Bretagna, ma respinto in prima battuta dal Parlamento inglese. “Mai come in questa occasione c’è un’incertezza totale sullo sviluppo di questo tema – commenta Lucia Giusti, presidente della Camera di commercio di Prato -. C’è la necessità di trovare delle soluzioni in breve tempo, così da permettere alle aziende di attivarsi. Ricordo che sono già passati tre anni dal referendum che ha sancito la Brexit: annunciato con grande enfasi e come la soluzione a tutti i problemi, siamo al punto in cui la Gran Bretagna ancora non sa come uscire dall’Ue. E temo che questa non scelta ricadrà ancora una volta sulle nostre imprese”.

 

LS

 

 

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