La storia dei martiri di Figline diventa un romanzo in “L’Agguato” di Ciro Becchimanzi

Domani giovedì 25 aprile, alle ore 18, presso il Museo della Deportazione si terrà la presentazione del libro di Ciro BecchimanziL’Agguato. 1944, la storia vera dei 29 partigiani impiccati a Figline di Prato” (Edizioni Jolly Roger). Insieme all’autore saranno presenti il sindaco di Prato, Matteo Biffoni, la presidente della Fondazione Museo della Deportazione e Resistenza Aurora Castellani, il responsabile della didattica del Museo, Enrico Iozzelli ed il direttore dell’Istituto storico toscano della Resistenza e dell’età contemporanea, Matteo Mazzoni. Parte dei ricavati delle vendite del volume sarà oggetto di una donazione in favore della Fondazione di Figline.

«La storia dei 29 partigiani impiccati a Figline nel settembre del ’44 – racconta Becchimanzi – mi ha sempre incuriosito e appassionato, fin dal 1989, quando appena arrivato a Prato risiedevo proprio a due passi dal luogo dell’eccidio. Come tanti pratesi, poi, ho quasi sempre partecipato alla fiaccolata del 6 settembre e lì, più volte, mi sono chiesto quanto si conoscesse realmente di quella strage, quanto i giovani sapessero di come si erano svolti i fatti, di come era, insomma, la città in quegli anni tragici della guerra e dell’occupazione nazifascista. Mi venne quindi l’idea di provarne a farne un breve romanzo.»

Sinossi
5 settembre 1944. I partigiani della Brigata Buricchi ricevono l’ordine dal CLN di scendere a Prato perché le truppe alleate sono alle porte. Ormai a pochi chilometri dalla città, vengono attaccati dai tedeschi. Il grosso della Brigata riesce a sfuggire all’agguato, ma una trentina di uomini, quasi tutti giovanissimi, vengono catturati e poi giustiziati per impiccagione nel piccolo borgo di Figline. Forse ci fu una soffiata? Una spia vendette il segreto dell’ordine impartito dai capi del CLN o più semplicemente il Comando partigiano non aveva scelto il percorso migliore per la discesa della Brigata su Prato? Alcuni sfollati sono costretti dai tedeschi ad assistere al massacro per lasciare traccia della loro crudeltà. Una storia vera, ricostruita attraverso i pochi scritti lasciati dai testimoni diretti ed indiretti di una delle tante stragi naziste in Toscana.

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