Edilizia, proposta di legge Mazzetti: “Uno choc fiscale immobiliare per far ripartire il settore”

Una proposta di legge per rilanciare, riducendo le tasse, il comparto dell’edilizia e una delega al governo per la revisione della normativa urbanistica ed edilizia, finalizzata alla semplificazione e alla rigenerazione urbana. E’ l’iniziativa della parlamentare pratese di Forza Italia Erica Mazzetti, che ha presentato il documento dopo essersi confrontata con i rappresentanti del settore delle costruzioni e con i professionisti, da anni alle prese con la crisi del comparto immobiliare. La proposta di legge prevede di rendere strutturali gli ecobonus per gli interventi di riqualificazione energetica su tutti gli edifici, a prescindere dalla destinazione d’uso. Lo choc fiscale proposto da Mazzetti prevede l’esenzione dall’Imu e dalla Tasi per negozi e botteghe che risultano sfitti da almeno due anni, per gli immobili delle imprese edili iscritti in bilancio tra le rimanenze e per le aree edificabili destinate alla costruzioni di immobili da porre in vendita. La proposta di legge Mazzetti chiede di introdurre in forma stabile la cedolare secca del 10 per cento per qualunque tipo di immobile in locazione, a prescindere dalla destinazione d’uso. Sono inoltre chieste estensioni del cosiddetto sisma bonus

Il costo degli interventi, su scala nazionale, sono stimati in 700 milioni di minore gettito per il 2019 e di 1,4 miliardi a decorrere dal 2020, la cui copertura è individuata in interventi di razionalizzazione e revisione della spesa pubblica.
La seconda tipologia di richieste contenute nella proposta di legge riguardano semplificazioni in materia edilizia, anche per favorire interventi di riqualificazione urbana: oltre alla delega al Governo per approntare un Testo Unico in materia urbanistica ed edilizia, c’è la riduzione – da 120 a 90 giorni – dei tempi a disposizione delle soprintendenze per esprimersi sull’autorizzazione ad opere e lavori di qualunque genere su beni culturali. Altra misura votata alla semplificazione e al riuso del patrimonio edilizio esistente è quella di applicare i limiti di distanza tra i fabbricati (previsti dal decreto ministeriale 1444 del 1968) solo alle zone C (di nuova edificazione), escludendo le zone A e B (centri storici e altre zone).

“Se non riparte il settore immobiliare, non riparte l’economia del Paese – afferma Erica Mazzetti -. Occorre uno choc fiscale: meno tasse sugli immobili. La cedolare secca va applicata a tutti gli immobili perchè questo può contribuire a risolvere la questione del patrimonio sfitto, anche su Prato. Occorre inoltre ridurre la burocrazia per attrarre investimenti e liberalizzare i permessi a costruire, in modo da renderli di immediata eseguibilità”.

1 Commento

  1. Solo per capire signora Mazzetti.
    Uno ha un fondo sfitto da più di 2 anni perchè magari pretende un affitto “esoso” e per quel motivo non riesce ad affittarlo e lei gli vuole abolire Imu e Tasi?
    Alla faccia del caciocavallo, come direbbe il buon Totò.

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