Consiglio comunale, ecco quali sono le possibili composizioni

Sono i giorni degli apparentamenti – quelli annunciati e poi lasciati, e quelli mai fatti – e sono i giorni in cui il metodo per l’attribuzione dei seggi elettorali che porta il nome del signor Victor d’Hondt fa il record di citazioni, per capire quali sono le possibili configurazioni del consiglio comunale di Prato. Una volta conclusa la vicenda degli apparentamenti mancati in casa centrodestra, con il dietrofront di Marilena Garnier e la rinuncia, a ruota, di Daniele Spada agli altri accordi con Aldo Milone ed Emilio Paradiso (Biffoni non ha stretto alcuna alleanza, invece, con le due liste di sinistra Comunisti Pratesi e Prato in Comune), è giunto il tempo di fare i conti. Si aprono, così, due scenari possibili per la composizione del consiglio, a seconda che vinca Matteo Biffoni oppure Daniele Spada. Tre cifre non cambiano mai: 32, il numero totale dei consiglieri; 20, il numero dei seggi che spetta alla maggioranza; 12, il numero dei consiglieri all’opposizione. Nel caso in cui ad aggiudicarsi la fascia tricolore dovesse essere il sindaco uscente ricandidato per il centrosinistra Biffoni, il Pd, forte dei suoi 27.389 voti, avrebbe 14 consiglieri eletti, ovvero Marco Biagioni, Ilaria Santi, Marco Sapia, Gabriele Alberti, Lorenzo Tinagli, Simone Mangani, Giannetto Fanelli, Martina Guerrini, Matilde Rosati, Maurizio Calussi, Monia Faltoni, Claudia Longobardi, Silvia Norcia e Elena Bartolozzi. Nel caso in cui qualcuno tra gli eletti fosse scelto per far parte della giunta (o riconfermato in giunta, come Mangani e Faltoni), i primi dei non eletti sono Antonio Nelson Facchi e Paola Tassi. Sempre all’interno della coalizione di Biffoni, la civica del sindaco avrebbe 4 consiglieri: Giacomo Sbolgi, Rosanna Sciumbata, Teresa Lin, Marco Wong; la civica Sport per Prato un consigliere: Enrico Romei; Demos-Democrazia Solidale un consigliere: Massimo Carlesi. All’opposizione sarebbero 9 i seggi per la coalizione di centrodestra, occupati uno dal candidato sindaco sconfitto Daniele Spada, uno da Matteo Cocci (il più eletto della civica del sindaco), 6 dalla Lega ( Claudiu Stanasel, Patrizia Ovattoni, Leonardo Soldi, Marco Curcio, Eva Betti, Mirko Lafranceschina), uno da Claudio Belgiorno (Fratelli d’Italia). Altri due seggi sarebbero dei Cinque Stelle (il candidato sindaco sconfitto Carmine Maioriello e la candidata più eletta, nonché consigliera uscente, Silvia La Vita), un altro di Marilena Garnier, che ha fatto il passo indietro dall’apparentamento con Spada proprio per essere sicura di avere rappresentanza in consiglio in caso di vittoria di Biffoni: con un accordo, infatti, sarebbe scattato un quoziente in più per la Lega e uno in meno per lei (che non ne avrebbe avuto nessuno). Come si può notare, non sarebbero presenti né Aldo Milone né Forza Italia. Nel caso in cui a conquistare il comune dovesse essere Daniele Spada, sarebbe la Lega, in virtù dei suoi 19.733 voti, a detenere il maggior numero di seggi, 13, che spetterebbero ai 6 consiglieri citati poco sopra più Francesco Innaco, Enrico Zucchi, Aurelio Donzella, Adamo Guerriero, Cristina Cini, Matteo Lombardi, Gianluca Mingolello. I primi dei non eletti sarebbero  Maurizio Marinozzi e Priscilla Menicucci. Sempre all’interno della coalizione di Spada, Fratelli d’Italia avrebbe 3 consiglieri eletti (Claudio Belgiorno, Chiara La Porta e Rocco Rizzo), la civica del sindaco 2 (Tommaso Cocci e Pamela Bicchi), Forza Italia 2 (Alessandro Giugni e Paola Castellani). 11 i seggi a disposizione per la coalizione di Matteo Biffoni, che sarebbero così ripartiti: 9 per il Pd (il candidato sindaco sconfitto Matteo Biffoni e tutti i consiglieri citati sopra da Biagioni a Guerrini compresi) e 2 per la civica di del sindaco (Sbolgi e Sciumbata). I Cinque Stelle avrebbero un solo consigliere eletto (Carmine Maioriello) e non avrebbero rappresentanza in consiglio né Milone né Garnier. Quest’ultima, come detto, entra solo in caso di vittoria di Biffoni.

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