Crisi negozi di vicinato, Confesercenti: “Prossimi mesi cruciali. Rimandare le scadenze fiscali e sostenere le aziende”

L’autunno è una grande incognita per il commercio. Le aziende sono in crisi e i magazzini sono pieni di merce invenduta. A Prato già prima dell’epidemia i negozi erano in sofferenza. Previsioni preoccupanti da parte di Confesercenti: “Si sperava in una riapertura con l’acceleratore, ma bisogna fare i conti con i consumatori e le tasche vuote. Il rischio chiusura – afferma il presidente provinciale Mauro Lassi – per molte imprese, soprattutto piccole e piccolissime c’è, inutile negarlo. Ma si tratta appunto di previsioni, che vanno pertanto contestualizzate in base ai vari scenari”.

Lassi mostra preoccupazione per il prossimo autunno e spiega: “Occorre muoversi bene, e sfruttare questa fase per fare quelle riforme che tutti dicono necessarie da anni ma che non sono ancora state messe in atto. È paradossale inoltre che se questa necessità viene avanzata dalla Ue in Italia si sollevano subito perplessità. Invece è adesso che occorre darsi da fare. Anche perché non possiamo limitarci ad aspettare i soldi comunitari, arriveranno più avanti, e per molte imprese e molti lavoratori, potrebbe essere tardi. Una delle prime riforme da affrontare è quella fiscale. E a questo proposito per evitare ulteriori sofferenze al mondo dell’economia occorre che le scadenze fiscali siano posticipate. Serve una loro revisione, perché ora sono davvero complicate, e serve uno slittamento, altrimenti troppe imprese finiranno strozzate. Lo diciamo da tempo, speriamo che le istituzioni ci ascoltino!”.

Il presidente Lassi cosi conclude: “La possibilità di un autunno nero, sul fronte del lavoro autonomo e dipendente, è sempre più concreta. Il timore di nuovi blocchi dell’attività, a seguito dell’incremento di contagi, aumenta ancora di più l’incertezza degli operatori economici. Molte imprese, travolte dall’anno più difficile di sempre ed impossibilitate a ristrutturare l’attività a causa delle difficoltà finanziarie e del blocco dei licenziamenti, non vedono altra via d’uscita che chiudere. Una prospettiva che dobbiamo assolutamente scongiurare”.

«Non possiamo assolutamente permettere che botteghe e negozi di vicinato chiudano – ha dichiarato Patrizia Ovattoni, candidata al consiglio regionale per la Lega -. Si tratta di piccole imprese, spesso a gestione familiare e su cui quindi si basa il reddito di interi nuclei. Questi negozi arricchiscono la varietà di offerta commerciale del territorio ma sono diventati anche importanti presidi per tutti noi, in primis per gli anziani che spesso hanno difficoltà a spostarsi per raggiungere grandi negozi. Dobbiamo sostenere l’economia locale e ricordarci che non esistono solo i grandi centri commerciali. Le piccole botteghe e i negozi di vicinato svolgono anche un ruolo cruciale nella riqualificazione delle periferie, che altrimenti rischierebbero di essere vuote, per tutti questi motivi non possiamo assolutamente abbandonarle. Occorrono aiuti subito – continua Ovattoni-, prima che per molti piccoli imprenditori sia troppo tardi. Per scongiurare la chiusura di piccole imprese e negozi di vicinato occorre che le scadenze fiscali vengano posticipate, almeno fino a quando i soldi della comunità europea non saranno arrivati nelle tasche degli imprenditori», conclude Ovattoni.

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