Ritorno a scuola tra termoscanner e “stanze covid”, ma sono ancora tante le incertezze. Pollini: “Preoccupazione per l’organico dei docenti”

Termoscanner come in aeroporto e “stanze covid” per l’isolamento in caso di sintomi sospetti: la nuova scuola comincia a prendere forma, a seconda delle indicazioni che emergono di volta in volta dal Comitato tecnico-scientifico, anche se, ad oggi, è bene precisarlo, non esistono circolari o un documento con linee guida univoche per la ripartenza. Per l’uso della mascherina, ad esempio, si naviga a vista: allo stato attuale sembra che gli studenti non la debbano indossare una volta seduti al proprio banco, anche se le dichiarazioni a mezzo stampa di ieri del coordinatore del Comitato tecnico scientifico Agostino Miozzo (“Ai ragazzi sopra ai sei anni sarà chiesto di portarla”) lasciano spazio a interpretazioni. Da oggi in Toscana personale docente e non docente può prenotare il test sierologico, ma essendo su base volontaria ai dirigenti non è dato sapere con quanti dipendenti “testati” come negativi partiranno il 14 settembre. Tra le poche certezze – ma non sulla data di arrivo – i banchi “della discordia”: il Gramsci-Keynes, per esempio ha fatto richiesta sia di quelli 50X70, utili per poter inserire in sicurezza più studenti in un’aula, sia di quelli con le rotelle, per un totale di 600 banchi nuovi su 1600. “Ancora tante incertezze, ma noi ci siamo messi avanti con l’organizzazione degli spazi – dice Antonio Buffone, responsabile sicurezza dell’istituto Gramsci-Keynes – e abbiamo previsto tre stanze “covid”, di cui una vicina alla palestra, dove poter isolare gli studenti con sintomatologia sospetta. I primi ad essere chiamati, in quel caso come si fa sempre quando ci sono infortuni, saranno i genitori. Poi sarà chiamato il 118″.
Tra le questioni aperte in questa fase, quella della responsabilità dei dirigenti scolastici in caso di contagio all’interno del plesso: “Sarà difficile dimostrare l’unica responsabilità del preside, in caso di contagio – sottolinea il coordinatore della rete dei dirigenti scolastici pratesi Stefano Pollini – ad ogni modo, ci si augura che la politica a questo punto dirima la questione”.
In 14 delle 70 classi del Gramsci-Keynes si farà didattica integrata. Quattro classi (quattro prime con più di 25 alunni) saranno sdoppiate. Ammesso che l’Ufficio scolastico provinciale provveda a fornire organico aggiuntivo: “La mia preoccupazione in questa fase è ripartire e garantire l’organico dei docenti alle classi – continua Pollini – gli uffici stanno lavorando, ma siamo un po’ stretti con i tempi. Speriamo che ci sia un organico i primi di settembre, così da poter partire con le convocazioni”.

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