Il Marconi raddoppia. E al Dagomari è occupazione

Quindici nuove aule, tre laboratori elettrici e uno di fisica, spazi più efficienti per la didattica e un’aula magna per cento posti. L’istituto tecnico Marconi raddoppia sede e punta al rilancio anche grazie ai nuovi ambienti resi disponibili dal trasferimento del Centro per l’impiego. Da quest’anno i 400 studenti che attualmente frequentano il Marconi possono contare anche sui locali dell’ex sede del Centro per l’Impiego, in procinto di trasferirsi nel vicino “Marconcino”, la struttura ad un piano posizionata di fronte all’Istituto Marconi. Il punto della situazione sulla scuola è stato fatto stamani dal nuovo dirigente scolastico, Emilio Sisi, dall’assessore provinciale alle infrastrutture, Ivano Menchetti, e dalla vicepresidente della Provincia, Ambra Giorgi, che ha smentitio le voci di una probabile chiusura del Marconi nell’ambito del piano di riorganizzazione delle scuole superiori. Se il Marconi pensa al rilancio al Dagomari, invece, gli studenti hanno occupato la scuola. Stavolta la riforma Gelmini non c’entra. La protesta degli studenti è rivolta alla Provincia a causa dei ritardi dei lavori per la realizzazione di nuove aule e di un auditorium, fermi da troppo tempo. La Provincia ha sempre informato la scuola sull’iter dei lavori. Le procedure di gara per la realizzazione della struttura sono già partite e i lavori verranno affidati alla ditta vincitrice nel giro di 3-4 mesi” precisa l’assessore alle infrastrutture, Ivano Menchetti, che stamani ha partecipato all’assemblea degli studenti del Dagomari insieme alla preside dell’istituto. Nonostante il chiarimento dell’assessore l’occupazione al Dagomari per adesso continua.

 

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