Anniversario tragedia via Toscana, il vescovo Agostinelli chiede di “andare oltre la commemorazione”

Primo dicembre 2013, un giorno funesto per la storia di Prato, che ha segnato il sacrificio di sette cittadini cinesi morti nel rogo del Macrolotto. Ancora una volta il mondo del lavoro ha pagato un caro prezzo. L’inchiesta giudiziaria è in corso, ma la memoria di coloro che hanno perso la vita sul posto di lavoro chiede ancora di più. Forse ci chiede, come prima cosa, di non alzare la voce e puntare il dito solo contro chi è direttamente coinvolto nell’evento, perché la responsabilità potrebbe raggiungere tutti, per quello che abbiamo fatto o non abbiamo fatto. Non limitiamoci allora a commemorazioni, che rischiano di avere un sapore di circostanza, ma facciamo di tutto perché fatti di questo genere non abbiano a ripetersi. Non sembri di chiedere troppo, perché è impensabile che una persona debba rischiare la vita là dove si guadagna il pane per vivere.

Diamo atto allo sforzo delle Istituzioni che s’impegnano per far sì che la legalità prenda il sopravvento nei posti di lavoro come altrove, contro l’arbitrio e la furbizia di pochi; ma non abbassiamo la guardia perché lo scoraggiamento di fronte al compito indubbiamente impegnativo che ci aspetta potrebbe prenderci la mano. Non possiamo, capite bene, commemorare fatti gravi e ogni anno tornare a farlo, senza che a questo segua un impegno di fattivo cambiamento; faremmo solo della demagogia sulla pelle della gente e questo non ci sarebbe lecito.
Non di meno, colgo doverosamente l’occasione per esprimere il mio cordoglio personale e di tutta la Chiesa pratese ai parenti delle vittime; il tempo passa, ma il dolore per la perdita degli affetti più cari resta. Vorrei dire che siamo loro vicini, con la solidarietà, con la prossimità amicale, che in forza della nostra Fede cattolica, diventa fraternità. Vorrei, se mi è consentito, assicurare la preghiera per i defunti, perché il Dio della pace conceda loro il riposo eterno nella Casa dove avremo un comune soggiorno, al di là di ogni differenza e discriminazione.

Monsignor Franco Agostinelli
Vescovo di Prato

1 Commento

  1. Il centro studi Prato 2.0 ha proposto un fondo cofinanziato dalla regione e dalla repubblica popolare cinese ( come proposto anche 1 anno fa dal ex console ) affinché vi possano essere convogliate risorse per ingaggiare professionisti di vari campi ( tributario, fiscale, edile, urbanistico, socio-sanitario) atti a dare consulenze mirate a chi intraprende una attività produttiva e a chi affitta il proprio stanzone .. Cio’ per un monitoraggio costante della situazione relativa alle attività svolte nell’ambito imprenditoriale delle imprese cinesi presenti Nel territorio : sarebbe anche una attività preventiva dedica a dare tutti gli strumenti per agire correttamente da parte degli imprenditori cinesi ed evitare di giungere a situazioni spiacevoli come quelle occorse al macrolotto in via Toscana 

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