Prato modello di eccellenza per l’inclusione scolastica

Prato è un modello di riferimento per l’inclusione scolastica, eccellenza nella didattica che porta il Comune di Prato a presentare il proprio lavoro al Convegno nazionale “Didattica e inclusione scolastica” che si svolgerà a Bolzano venerdì 28 e sabato 29 novembre. Davanti a dirigenti scolastici, insegnanti ed esperti dell’apprendimento, l’assessore alla Pubblica istruzione Mariagrazia Ciambellotti, insieme con i collaboratori degli uffici comunali e della Cooperativa Pane e Rose (ente gestore dei servizi) illustrerà l’esperienza e le modalità maturate da anni nell’insegnamento dell’italiano agli alunni stranieri, bambini che spesso presentano problematiche di ingresso e di insuccesso scolastico nella scuola dell’obbligo proprio per la scarsa conoscenza dell’italiano.
Il modello pratese prevede una serie di interventi strutturati che iniziano d’estate, con corsi estivi di lingua italiana per alunni stranieri dai 6 ai 16 anni, proseguono a settembre, con le settimane dell’accoglienza (primi rudimenti di vita sociale e scolastica per alunni neo arrivati) e poi, con due distinte metodologie, per tutto l’anno scolastico: laboratori a piccoli gruppi fuori dalla classe dedicati agli alunni di livello linguistico molto basso e poi interventi a classe intera, con il metodo dell’apprendimento linguistico cooperativo, rivolti a ciascun alunno che abbia problematiche d’apprendimento, ma anche di socializzazione.
Tutto questo, nella cornice di un accordo a livello provinciale, che vede la partecipazione di tutte le scuole di ogni ordine e grado del territorio pratese, della Provincia, del Comune, degli Uffici scolastici provinciali e regionali, e della Regione, che è promotrice e finanziatrice dell’accordo. L’accordo, denominato SIC (Scuola Integra Culture) è attualmente al suo terzo rinnovo da parte della Regione Toscana. Oltre alle risorse regionali, intervengono risorse dei Comuni della Provincia, ciascuno per il proprio territorio e le proprie scuole.
L’obiettivo del nuovo accordo sarà quello di rafforzare i modelli territoriali di intervento ma anche di spingersi verso l’innovazione e la sperimentazione con azioni di sistema, coordinate da una cabina di regia che vede la partecipazione di tutti gli aderenti nei campi della formazione, dei piani personalizzati, della continuità tra ordini di scuola, del tutoraggio e molto altro.
Tutto questo sarà presentato a Bolzano, come buona prassi e sistema integrato di collaborazione scuole-istituzioni locali, in un territorio caratterizzato da una presenza straniera nelle scuole come poche altre città italiane.

2 Commenti

  1. Il gruppo scuola del centro studi Prato 2.0 ritiene che il laboratorio di integrazione scolastica presente in citta sia da sempre all’avanguardia . Solo attraverso una opera costante di integrazione scolastica e culturale possiamo pensare di affrontare il problema di avere in citta bene 120 etnie diverse. Pertanto il centro cercherà di essere da supporto alla citta creando occasioni di incontro tra le diverse culture presenti al fine di promuovere un movimento aggregativo capace di mettere in relazione etnie così diverse partendo proprio dai giovani. Riteniamo infine che l’azione sinergica delle associazioni possa fare molto se impareranno a lavorare in sinergia .. Presentando progetti che mirino a trovare forme di collaborazione che volino alto ed affermino le necessita collettive più che istanze individuali : ciò farebbe bene anche alle finanze pubbliche che di troverebbero a finanziare progetti sull’integrazione presentati da realtà associative plurime anziché da singole realtà

  2. Onestà morale ed intellettuale vorrebbe che a rappresentare il Comune di Prato fosse mandata l’ex-assessore Rita Pieri.Questo vorrebbe dire avere senso delle Istituzioni e rispetto degli stessi ruoli oltre che onore al merito.

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