La Prefettura cerca nuovi posti per l’emergenza profughi: allestito un capannone a Montemurlo. Domani vertice con i sindaci

Non si fermano gli sbarchi dei migranti sulle coste italiane. L’emergenza continua. Anzi, con l’inizio della stagione estiva, è destinata ad aumentare. Venerdì scorso il Ministero dell’Interno ha diramato una richiesta a tutte le Prefetture: trovate ulteriori posti per l’arrivo di nuovi profughi.

Lo stesso giorno, anche a Prato come in altre città italiane, è stato convocato un vertice d’urgenza dal prefetto Maria Laura Simonetti per capire se la rete dell’accoglienza è in grado di rispondere alla richiesta giunta da Roma. Intanto sappiamo i numeri: in Toscana ne sono previsti 700, di questi 70 toccano alla nostra provincia. Il loro arrivo era previsto già nella notte passata, tra sabato 28 e domenica 29 maggio, ma alla fine ne sono giunti circa una cinquantina. Di questi, un gruppo composto da venti eritrei, sono già andati via perché non intenzionati a rimanere in Italia. Nei loro occhi c’era l’orrore della strage dei bambini, almeno quaranta, affogati giovedì scorso al largo del Canale di Sicilia. Un dramma che porta a 700 il numero delle vittime morte in tre naufragi avvenuti soltanto negli ultimi giorni nel Mediterraneo.

Ma torniamo a Prato. Alla riunione in Prefettura erano presenti i responsabili della gestione dei profughi: Coop22, Pane e Rose, Astir e Cosea. Tutti si sono detti disponibili a prendere in consegna i nuovi arrivati, che, come detto, alla fine sono stati una cinquantina invece dei 70 previsti. Ma probabilmente il Ministero chiederà altre disponibilità. E allora, per dare una risposta immediata agli arrivi improvvisi, è stata trovata una soluzione. Quella di allestire un ambiente da 34 posti letto con relativi servizi in un ex capannone industriale nel Comune di Montemurlo in via Alfieri. La predisposizione di questo nuovo spazio, ancora non entrato in funzione, non è piaciuta al sindaco di Montemurlo Mauro Lorenzini, che a suo dire, non sarebbe stato coinvolto nella decisione. Per riparare a questa situazione e parlare anche con gli altri amministratori locali del territorio pratese, è stata convocata per domani, lunedì 30 maggio, un’altra riunione presso l’unità di crisi della Prefettura.

Sembra scongiurata, almeno per adesso, l’ipotesi di allestire una tendopoli. L’utilizzo del capannone di via Alfieri è stato pensato proprio per evitare di ricorrere alle tende della Croce Rossa o della Protezione civile.

Intanto i nuovi arrivati sono stati distribuiti nelle strutture già esistenti gestite dalle cooperative vincitrici del bando lanciato dalla Prefettura per far fronte all’emergenza sbarchi.

2 Commenti

  1. Se lo fa il comune allestire un capannone va bene??? Le regole non sono per tutti uguali….

  2. A volte mi domando ma i sindaci servono?Non sarebbe meglio allora risparmiare uno stipendio per altre cose,ci sono i prefetti,la magistratura e loro devono subire decisioni e stare attenti a quello che fanno o dicono per non essere indagati……

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*