Operai pakistani e africani sfruttati nelle ditte cinesi: la metà lavora a nero

Cinquantuno aziende controllate e 36 provvedimenti di sospensione delle attività imprenditoriali. E’ il bilancio della direzione territoriale del lavoro di Prato, che nelle ultime due settimane  ha eseguito numerosi controlli straordinari i tutta la provincia su aziende guidate da cittadini cinesi. Scovando numerose irregolarità: su 163 posizioni lavorative controllate, 83 sono risultate in nero. Sono complessivamente state elevate sanzioni per 243 mila euro e sono stati effettuati rilevanti recuperi contributivi in corso di quantificazione. In totale sono 21 i cittadini cinesi denunciati. Il direttore della direzione territoriale del lavoro aggiunge di aver rilevato “il crescente fenomeno di lavoratori dipendenti dalle aziende a conduzione cinese appartenenti ad altre etnie”. I dipendenti provengono per lo più da Paesi dell’Africa subsahariana, dal Senegal e dal Pakistan, “tutti destinatari di retribuzioni bassissime e comunque al di fuori di qualsivoglia tutela e trattamento contrattualmente vigente”.

Foto di archivio

1 Commento

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*