Assistenza sociale, la Cgil lancia l’allarme: “I fondi sono esauriti. La Società della Salute lo dica ai cittadini”

“La spesa sociale più alta delle società della salute toscane non basta a Prato per evitare le continue aggressioni al personale e agli assistenti sociali.” Il Segretario della FP CGIL di Prato, Sandro Malucchi, rimarca “preoccupazione per l’integrità fisica degli operatori addetti ai servizi sociali”. I 153 euro annui pro capite per la spesa sociale, 38 euro in più rispetto la media regionale secondo il sindacato di piazza Mercatale, non hanno evitato l’ennesima aggressione ad un’assistente sociale, presso il Distretto di Via Roma, avvenuta mercoledì scorso dovuta ad una riduzione del contributo mensile (Leggi l’articolo). “Prato è una città impoverita economicamente e l’imbarbarimento delle relazioni ne è una delle conseguenze più feroci. I cittadini con reddito sotto i 10.000 euro sono oltre 45.400 e si registrano 1442 persone con reddito pari a zero. Di fronte a tanta povertà non si può immaginare di continuare a frustrare le richieste dei cittadini che, in assenza di un sostegno al reddito, aggrediscono i professionisti dell’assistenza sociale scambiando questi per nemici invece che per erogatori di servizi. La Società della Salute deve avvertire i cittadini che il finanziamento per l’assistenza è esaurito, sollevando così i lavoratori dall’onere di subire le ire degli esclusi. Ognuno è bene che si assuma le proprie responsabilità”. Il sindacato non risparmia il soggetto pubblico da ulteriori critiche. “È notizia di queste ore che l’assenza della clausola di salvaguardia dei posti di lavoro in una gara, redatta da ASM, per il servizio della raccolta del porta a porta aperta a cooperative di inserimento lavorativo di personale svantaggiato determinerà la perdita di 4 posti di lavoro che graveranno sui bilanci dell’INPS prima e dei servizi sociali poi. Un esempio di irresponsabilità sociale nei confronti delle categorie economicamente deboli e socialmente svantaggiate che non fa presagire nessuna intenzione di dedicare attenzione alla gestione del disagio.” Il Direttore della società della salute, Michele Mezzacappa, ha inviato alla CGIL la risposta all’allarme sicurezza evidenziato. Nella proposta del Direttore si prevede l’omogeneità degli orari dei presidi distrettuali e la presenza costante di personale in servizio evitando il lavoro in solitudine, la segnalazione della problematicità e dell’aggressività dei casi e l’installazione di sistemi di video sorveglianza. “Misure insufficienti – secondo Malucchi – se non accompagnate da una campagna di informazione e comunicazione pubblica sulla carenza di risorse a disposizione dell’assistenza sociale.”

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