Le aziende cinesi continuano a crescere: in mano a imprenditori orientali il 20% delle imprese tessili di Prato VIDEO

Prato si conferma la capitale italiana dell’imprenditoria straniera: circa un terzo del totale delle imprese attive nella nostra provincia sono a conduzione straniera, così come oltre la metà delle nuove imprese che si registrano alla Camera di Commercio. Le imprese cinesi hanno raggiunto quota 6.026 e continuano a crescere (+2,4% rispetto al 2017); la manifattura cinese a Prato da sola rappresenta il 54% dell’intero comparto industriale: le confezioni sono 3.700 ma la presenza è significativa anche nel tessile dove le aziende orientali sono circa 400 (per lo più tintorie e lavanderie in capo) e rappresentano oltre il 20% del settore. La fotografia dell’imprenditoria straniera arriva dal consueto rapporto della Camera di Commercio di Prato, che già da diversi anni passa in rassegna iscrizioni, cessazioni, settori di attività.
Se il peso e il ruolo della specializzazione manifatturiera cinese sono fuori discussione, l’analisi sui dati dell’ultimo decennio ha permesso di evidenziare la portata del processo di diversificazione in atto: almeno a partire dal 2010 la crescita è stata più contenuta per i settori tradizionali (confezioni, commercio al dettaglio, entrambi con un tasso di crescita medio annuo inferiore al 3%) dimostratisi vicini a saturazione, mentre sono aumentate notevolmente le attività riconducibili a servizi alla persona (tasso di crescita medio annuo di quasi il 20% dal 2010 al 2018), alloggio e ristorazione (+10% annuo), attività immobiliari (+9%), industrie tessili (+8% annuo).

Sotto l’intervista al presidente della Camera di Commercio Luca Giusti


Le imprese cinesi continuano ad essere piuttosto volatili: soltanto una su quattro di quelle oggi attive è nata prima del 2012 (fra le italiane si arriva al 69%, fra le altre straniere al 46,5%); le aziende cinesi iscritte nel biennio 2017-2018 rappresentano il 30,5% delle imprese attive, ma soprattutto il tasso di turnover delle imprese cinesi sfiora il 30% (il triplo delle imprese italiane e il doppio delle altre imprese straniere). Significa che una quota che va da poco più di un terzo a circa la metà delle aziende cinesi che nascono a Prato non supera il terzo anno di vita.
Una leggera controtendenza si sta registrando da qualche anno per quanto riguarda il tasso di mortalità delle imprese cinesi entro il terzo anno di vita. Nel 2018 si è tornati ai livelli del 2010, ovvero un tasso del 37%, dopo che nel 2014 si era toccato il picco di mortalità sfiorando il 48%.

Sotto l’intervista al curatore dell’indagine Dario Caserta


Tornando al dato complessivo, a fine 2018 le imprese attive a Prato con titolare (o almeno uno tra amministratori e soci) nato all’estero erano 9.253 (+2,2%). È grazie al loro apporto che il numero complessivo delle imprese attive ha fatto registrare un andamento sostanzialmente stabile con l’anno precedente: le aziende attive a conduzione italiana sono infatti diminuite di oltre l’1% rispetto al 2017.

1 Commento

  1. Mi piacerebbe che qualcuno si interessasse al gettito erariale invece non lo fa nessuno!! Sarebbe interessante sapere quanto paga il 54% delle imprese a Prato sostenute da cittadini stranieri a fronte dei servizi messi a loro disposizione.
    I cittadini stranieri a Prato vivono, lavorano, votano come qualsiasi altro cittadino pratese ma pagano le tasse ???

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