Demolizione ex Misericordia e Dolce, la terza classificata fa ricorso al Consiglio di Stato

Non si fermano i ricorsi e i controricorsi per la demolizione del vecchio ospedale. Dopo la riammissione da parte del Tar della ditta prima classificata nella gara d’appalto e la decisione dell’Asl di procedere con l’assegnazione dei lavori a quest’ultima, la cordata arrivata terza ha deciso di impugnare la sentenza del tribunale amministrativo di fronte al Consiglio di Stato. Una vicenda ormai diventata intricata e che ha come effetto immediato un ritardo nella tabella di marcia per l’abbattimento dell’edificio in disuso dal 2014. Incerti i tempi che serviranno al Consiglio di Stato per emettere la sentenza, che si pone come la definitiva. Sono due gli scenari possibili: potrebbe confermare la sentenza del Tar, e a quel punto l’Asl potrebbe procedere, “nel giro di qualche giorno”, con l’assegnazione dei lavori al raggruppamento di ditte primo classificato, quello capitanato dalla Daf Costruzioni di Milano. Oppure il Consiglio di Stato potrebbe accogliere il ricorso del raggruppamento terzo classificato, quello capitanato dall’umbra Rad service. In quest’ultimo caso, l’Asl potrebbe trovarsi a dover affidare i lavori della demolizione proprio alla Rad service, non escludendo che a quel punto sia la prima classificata a ricorrere al Consiglio di Stato. La ditta che si è piazzata seconda in classifica, la Del Debbio di Lucca, per il momento ha mandato solo una nota all’Asl in cui comunicava che avrebbe, anch’ella, fatto ricorso al Consiglio di Stato, ma a differenza di quanto accaduto con la terza classificata, la documentazione del ricorso non è arrivata. Meno complicata (almeno in questa fase, visto che la gara per l’affidamento dei lavori non è ancora stata indetta) la questione che riguarda la nuova palazzina del Santo Stefano. Tra il 9 e il 15 settembre saranno effettuati i carotaggi nel terreno dove sorgerà la nuova struttura, per le dovute verifiche in materia di antisismica e di archeologia. Se i risultati non evidenzieranno la presenza di rischi geologici o di eventuali reperti da tutelare, a inizio ottobre si aprirà la procedura per la gara da 13 milioni di euro.

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