Buzzi Lab, la Procura apre un’inchiesta: accertamenti della Guardia di Finanza

La Procura di Prato ha aperto un’inchiesta sulla vicenda del Buzzi Lab, il laboratorio di analisi conto terzi del Buzzi, la cui attività è da alcuni giorni bloccata per effetto di un provvedimento di sospensione in autotutela deciso dal nuovo dirigente scolastico Alessandro Marinelli. Il fascicolo, per il momento senza indagati né ipotesi di reato, è seguito in prima persona dal procuratore Giuseppe Nicolosi che ha demandato alcuni accertamenti alla guardia di finanza. Sono state proprio le fiamme gialle, su richiesta della Corte dei Conti, a verificare in passato gli aspetti amministrativi e contabili del Buzzi Lab. Da quei rilievi è scaturito con ogni probabilità il sollecito del direttore generale dell’Ufficio Scolastico regionale per la Toscana, rivolto lo scorso 12 agosto con nota ufficiale al preside del Buzzi, ad adottare “le determinazioni che si rendono necessarie a ricondurre l’attività su un piano di piena regolarità e legittimità, astenendosi altresì dall’intraprendere iniziative finalizzate al mantenimento di tale attività”. Ricevuto il documento e viste le carte, appena insediatosi, il nuovo dirigente scolastico Marinelli ha sospeso per 3 mesi l’attività del laboratorio.

Le irregolarità riscontrate avrebbero a che fare con la preponderanza delle finalità privatistico-commerciali rispetto a quelle didattiche, pur essendo il laboratorio – da un punto di vista gestionale e di bilancio – del tutto integrato con la scuola. Il Buzzi Lab è da oltre 100 anni al servizio delle imprese del distretto e non solo, vanta fra i propri clienti note case di moda internazionali ed è accreditato e utilizzato per test e campionamenti anche dalle forze dell’ordine. Fra i 30 collaboratori ci sono professori ed ex studenti; negli anni l’attività è cresciuta e il fatturato ha raggiunto i 7 milioni di euro. Le entrate del Buzzi Lab sono servite, oltre che per stipendi e gestione corrente, anche a sostenere investimenti nell’edilizia scolastica, per il potenziamento dei laboratori e per progetti didattici. Un’eccellenza della città che per lungo tempo potrebbe però aver esercitato la propria attività al di fuori della cornice e dello status giuridico consentiti. Per sanare la situazione e dare continuità al laboratorio, tramite un nuovo assetto societario, sono al lavoro scuola, istituzioni e mondo imprenditoriale. Nel frattempo, la Procura cercherà di capire se nella gestione passata sono ravvisabili condotte perseguibili da un punto di vista penale.

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