Infermiere di famiglia, a Carmignano e Poggio a Caiano 400 pazienti presi in carico da aprile ad oggi. Nel 2020 il servizio arriva in Valdibisenzio

Sono quasi 400 i pazienti dei Comuni di Carmignano e Poggio a Caiano che da aprile ad oggi sono stati presi in carico dall’infermiere di famiglia: un professionista specializzato che, in collaborazione con il medico di base, assiste l’utente a domicilio, garantendo terapie, cure e medicazioni a persone anziane o affette da malattie croniche e soggetti con disabilità o dimessi dall’ospedale.

Il nuovo servizio di prossimità sanitaria – frutto di un progetto sperimentale di Asl e Regione – punta ad espandersi e già dal 2020 farà tappa in Valdibisenzio. La Toscana è il primo ente regionale ad aver sposato questo modello. “Questa sarà una svolta nel processo di presa in carico del paziente, che contribuirà ad alleggerire anche gli accessi al pronto soccorso. Ci sono molte cose, a partire da un semplice catetere, per cui le persone si recano in ospedale e che ora possono essere gestite dall’infermiere di famiglia – sottolinea l’assessore regionale alla Sanità, Stefania Saccardi -. Gradualmente estenderemo il servizio a tutta la Toscana”. Presenti questa mattina in conferenza stampa, anche i sindaci di Poggio e Carmignano, Francesco Puggelli e Edoardo Prestanti.

In dettaglio, sul territorio di Poggio a Caiano operano 3 infermieri di famiglia (uno ogni 3300 abitanti), mentre a Carmignano sono disponibili 5 professionisti (uno ogni tremila residenti). Il servizio (che è stato potenziato ulteriormente dallo scorso 1° ottobre) è disponibile mattina e pomeriggio, dal lunedì al venerdì, e il sabato mattina, in base alle necessità del singolo cittadino. Per attivarlo ci sono due possibilità: può essere infatti richiesto o dal medico di medicina generale dell’assistito oppure dall’ospedale al momento delle dimissioni dalla struttura.
Una volta attivato e operativo, l’infermiere instaura col paziente un vero e proprio rapporto di assistenza e ascolto. In caso di situazioni complesse, lo stesso infermiere di famiglia può a sua volta richiedere l’intervento di un altro infermiere specializzato. L’obiettivo è, nel tempo, estendere il servizio h 24.

 

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