Sfruttamento lavorativo, centrodestra: “Biffoni faccia pressioni su Regione e Governo per avere più uomini e più risorse”

Un “piano speciale per la città di Prato”, per abbattere il sistema dell’illegalità economica e dello sfruttamento lavorativo nel distretto. È quello che il centrodestra chiede in una mozione unitaria, un atto con cui i gruppi Spada sindaco, Lega, Fratelli d’Italia e Garnier sindaco impegnano Matteo Biffoni e la giunta a sollecitare l’intervento del legislatore nazionale e regionale sul cosiddetto “sistema Prato”, così come è stato definito dallo stesso procuratore all’indomani della sentenza del Tribunale di Prato che ha condannato due imprenditori cinesi per sfruttamento della manodopera. Il centrodestra richiederà anche un consiglio comunale straordinario sulla questione. “Questo è il problema della città – afferma Tommaso Cocci, consigliere comunale del gruppo Spada sindaco ed estensore materiale della mozione -, non può essere relegato a pagina 13 delle linee programmatiche del programma di governo di Biffoni. C’è bisogno di più controlli sul lavoro e sulle finanze che questo lavoro illegale produce. Visto che il centrosinistra governa la Regione ed è nell’esecutivo di questo Paese – continua Cocci -, questa amministrazione comunale di centrosinistra deve portare il problema di Prato in tutti i tavoli, portare risorse e uomini sul territorio e, una volta che sono arrivati, coordinare la lotta all’illegalità”.

Più ispettori del lavoro, ma soprattutto più guardie di finanza, affermano i consiglieri di centrodestra, nonché lo spostamento di tutte le risorse disponibili per mettere su una task force di controlli L’opposizione lancia una provocazione a tal proposito: “meno librerie più accertamenti”, prendendo come riferimento il progetto PIU al Macrolotto zero: “Non che questo progetto di una libreria al Macrolotto zero non sia bellissimo – afferma Tommaso Cocci -, ma quella libreria rimarrà vuota perchè nei muri intorno al Macrootto zero ci sono donne, uomini e spesso anche minori che sono costretti a lavorare incessantemente e che non hanno il tempo di andare nella libreria del Macrolotto. Quei soldi potevano essere investiti per portare più controlli, più sicurezza e più equità sociale”, conclude Cocci.

 

LS

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