Abusi su minore, il ragazzo sentito di nuovo per approfondire alcuni dettagli

E’ stato di nuovo sentito al processo, all’udienza di stamani al Tribunale di Prato, il giovane che avrebbe subito violenza sessuale da parte dell’operatrice sociosanitaria di 31 anni che gli dava lezioni private di inglese. Nella relazione è nato anche un bambino nell’agosto 2018.
Il ragazzo, che oggi ha 16 anni, è stato ascoltato per integrare quanto aveva già dichiarato durante l’incidente probatorio. Durante l’udienza, che si è svolta a porte chiuse, l’adolescente non avrebbe fornito ulteriori elementi rispetto a quanto già raccontato. Il giudice gli ha chiesto di ripercorrere lo svolgimento di una giornata su cui si stanno concentrando le contestazioni dell’accusa. Sarebbe un giorno nel quale la sua insegnante privata avrebbe abusato di lui quando il ragazzo aveva meno di 14 anni. Una soglia di età, quella al di sotto dei 14 anni, in cui il codice penale stabilisce la presunzione assoluta di invalidità al consenso ad atti sessuali da parte del minore. L’imputata, sentita nel corso di una udienza precedente, si è difesa sostenendo che la relazione sessuale col ragazzo è iniziata quando lui aveva più di 14 anni e che i rapporti erano sempre stati consenzienti.
Secondo l’accusa, che ha raccolto la denuncia della vittima ed altre testimonianze e riscontri, fra cui numerosissimi messaggi whatsapp intercorsi fra i due all’epoca dei fatti, la 31enne avrebbe invece costretto il ragazzino ad avere rapporti sessuali, nei mesi successivi alla nascita del bambino, mediante una subdola attività di persuasione, assillando l’adolescente sotto la minaccia di rendere nota la paternità del neonato. In altri momenti, la donna avrebbe esercitato ulteriore pressione psicologica, minacciando di volersi suicidare, qualora l’adolescente avesse interrotto la relazione.
Il processo – che vede imputato, per alterazione di stato, anche il marito della donna, accusato di aver mentito sulla paternità del figlio avuto da sua moglie col ragazzo – è alle battute finali: lunedi prossimo sarà sentito il neuropsichiatra Renato Ariatti, incaricato di valutare le condizioni psichiche della donna. Il perito del Tribunale ha escluso che la donna non sia giudicabile per un’eventuale incapacità psichica.

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