Coronavirus, l’emergenza fa sbarcare la parrocchia su Youtube. Ogni giorno le meditazioni online di don Helmut

Domenica scorsa, al termine della celebrazione festiva della mattina, non appena è arrivata la notizia della sospensione immediata delle messe, qualcuno ha chiesto a don Helmut: «E ora? Non ci vediamo più?». Così il parroco di San Giusto ha pensato ad una soluzione e l’ha trovata: pubblicare ogni giorno di questa emergenza legata al coronavirus una video meditazione su Youtube alle ore 17.

Per l’occasione la parrocchia ha creato un canale sulla popolare piattaforma online che così potrà essere sfruttata anche in futuro, passato questo momento critico. «Il nostro vuol essere anche un messaggio di speranza, la vita continua, non dobbiamo dimenticarlo», osserva don Helmut Szeliga.

«Siamo stati privati della cosa più bella per noi credenti: la santa messa quotidiana, che è per noi non solo fonte di santificazione e crescita spirituale ma anche momento di incontro e fratellanza – dice il parroco di San Giusto nella prima meditazione pubblicata ieri – ma abbiamo sempre la Parola di Dio da leggere e meditare. E lo farò con voi tutti i giorni in diretta dalla nostra amata pieve».

 

Ecco il video della prima meditazione

 

2 Commenti

  1. Caro Helmut, ho ascoltato la tua breve omelia, hai detto che siamo testimoni del male che si propaga, ma in verità ti dico che non siamo testimoni bensi responsabili di esso. Se non cade un capello dalla nostra testa senza che ci sia la volontà del Padre, vuol dire che quello che sta succedendo è la Sua volontà o quantomeno succede con il Suo consenso. Dobbiamo allora chiederci perché sta colpendo quelli dichiarano di essere suoi figli (Abbiamo appena recitato: Padre nostro, se non ci considerassimo figli non avremmo potuto farlo). Quale Padre colpisce i suoi figli? La verità è che non siamo figli ed apparteniamo ad un popolo che Lo adora solo con le labbra e invano perché pur dicendo …sia fatta la Tua volontà alla fine facciamo come vogliamo giustificando le nostre malefatte perché ci siamo inventati un “dio” bonaccione – scemo – che perdona anche chi chiede il perdono solo con la bocca e senza pentimento o chi non lo chiede proprio, il massimo della penitenza è diventato balbettare qualche ave o pater! Non è così, bisogna smetterla di riempire il mondo chiacchiere teologiche che servono solo ad ingannare il prossimo. Il Signore Dio Onnipotente è il Signore Dio degli eserciti e il Suo nome è terribile perché oltre ad essere Pace, Amore e Misericordia è giusto e non noi lo diciamo nel credo. Dopo duemila anni di predicazione stiamo ancora meditando la Sua parola, come dire che non sappiamo ancora cosa ci sta dicendo. E’ giunta l’ora di esaminare la nostra coscienza per scoprire chi siamo, chi abbiamo messo nel nostro cuore al posto di Lui, pentirci e convertirci con lacrime e pianto se vogliamo avere qualche speranza, ma forse è già troppo tardi. Guai a chi ha predicato parole illusorie e oltretutto a chi ha predicato in un modo e vive in un altro modo. La prima cosa da dire al mondo è che l’omosessualità è un abominio Levitico 20/13.

  2. Abbiamo chiesto a don Helmut di rispondere al commento. Ecco le sue parole:

    Caro Giuseppe, grazie per il Tuo intervento. Nel breve commento al Vangelo, ho detto che, se è vero che il male (qualsiasi) è contagioso (come un virus), sono profondamente convinto (come uomo e credente) che ancora più “contagioso” è il bene, pensato, detto e fatto. Per noi credenti, quel bene da fare, sopratutto in questo momento, saranno le nostre opere di misericordia e l’affidamento a Dio della storia che stiamo attraversando. E questo bene si sta già propagando e si propagherà. Certo, l’esortazione: “Convertitevi e credete nel Vangelo” ci obbligherà, poi, a riorientare sempre la nostra vita verso Dio e ad abbandonare il vero male che può far perdere il corpo e l’anima e che è il peccato. Un caro saluto. don Helmut

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