Infermieri, la beffa del bonus: “La metà se ne è andata in tasse, ci sentiamo presi in giro”

Da tre mesi vengono chiamati eroi e, in effetti, da mesi rischiano la pelle in ospedale, a contatto con la malattia nel pieno di un’emergenza sanitaria. Ma nemmeno una pandemia ferma il meccanismo fiscale e, così, anche la metà del bonus per gli infermieri che hanno lavorato durante l’emergenza Covid se ne va in tasse. “Si tratta di un’indennità giornaliera che spetta agli infermieri che hanno lavorato dal 17 marzo al 30 aprile – spiega un’infermiera che lavora al Santo Stefano e che preferisce rimanere anonima -; appena il governatore Rossi ha firmato l’accordo con i sindacati confederali, abbiamo chiesto se questi soldi sarebbero stati esentasse e ci avevano assicurato di sì”. Ma quando gli operatori sanitari hanno aperto la busta paga di maggio, che avrebbe dovuto contenere un anticipo di 300 euro, hanno avuto un’amara sorpresa: “Quasi la metà dell’anticipo se ne era andata in tasse – riferisce l’infermiera pratese -, per esempio io invece di 300 euro, me ne sono ritrovata 180. E, se tanto mi dà tanto, anche il conguaglio dell’indennità che ci dovrebbero dare a giugno, sarà tassato. Ci sentiamo presi in giro”.

1 Commento

  1. Pensa a chi si è ammalato come me e non ha preso niente, anzi ha perso tutte le indennità

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