La Regione dà l’ok al nuovo impianto Gida a Baciacavallo: valutazione di impatto ambientale positiva con 13 prescrizioni

Semaforo verde per il nuovo impianto di Gida a Baciacavallo. La valutazione di impatto ambientale relativa al progetto di rinnovamento complessivo e sostituzione dell’attuale inceneritore ha ottenuto il parere positivo della Regione Toscana, che ha risposto alle osservazioni dei Comitati e applicato solamente 13 prescrizioni al progetto presentato da Gida. 

Un progetto da oltre 30 milioni di euro che prevede l’ammodernamento dell’impianto di depurazione delle acque, con l’introduzione di una nuova tecnologia a cicli alternati e la copertura dei trattamenti preliminari e delle vasche di equalizzazione. Due soluzioni che oltre a migliorare l’efficienza complessiva porteranno ad una riduzione stimata del 30% degli impatti olfattivi.

La nuova filiera di smaltimento dei fanghi sarà composta da una sezione di digestione anaerobica, due essiccatori e un termovalorizzatore per lo smaltimento della parte residua. Le prime due fasi del trattamento ridurranno di due terzi i volumi di fanghi da avviare a incenerimento: in questo modo la massa di emissioni inquinanti sarà significativamente ridotta rispetto alla situazione attuale.

Il biogas prodotto durante il processo di digestione anaerobica, inoltre, verrà successivamente trasformato, tramite cogeneratori, in energia elettrica, producendo il 90% del fabbisogno energetico necessario al funzionamento della filiera stessa.

 

Le prescrizioni della Regione 

Nelle prescrizioni, la Regione ha ordinato alcuni accorgimenti per la gestione del cantiere (sistemi di bagnatura delle strade non asfaltate per abbattere del 90% le polveri emesse durante i lavori, nebulizzazioni nelle fasi di abbattimento dell’attuale inceneritore, mitigazione dei rumori). 

Un’altra prescrizione riguarda il monitoraggio delle acque del torrente Ombrone sulla presenza di clorobenzeni, cloronitrofenoli, IPA e organoalogenati per un periodo di un anno prima dell’entrata in funzione dei nuovi impianti e tre anni dal termine dei lavori. 

Successivamente alla realizzazione del progetto, in facciata ad alcune abitazioni più vicine agli impianti dovrà essere effettuata una campagna di misurazione per verificare la soglia dei rumori e valutare eventuali opere di mitigazione. 

Altre prescrizioni sono legate ai successivi passaggi autorizzativi, fra cui l’Aia Autorizzazione Integrale Ambientale, a cui l’impianto sarà sottoposto. Proprio in questa fase Gida dovrà valutare l’adozione di ulteriori migliorie ai fini del contenimento delle emissioni odorigene, che dovessero essere individuate a seguito della campagna di monitoraggio degli odori in atto e a seguito dei monitoraggi futuri, finalizzati a verificare l’efficacia e l’efficienza delle soluzioni applicate nelle varie fasi di adeguamento dell’impianto. Sempre sul versante riduzione degli odori, per le emissioni causate dalla Gora del Palasaccio, Gida dovrà partecipare assieme al Comune e a Publiacqua ad un tavolo tecnico per la risoluzione del problema.

Nell’ambito della documentazione Aia, Gida dovrà inoltre dettagliare i volumi di scarichi provenienti dalla fognatura industriale, in relazione alla capacità complessiva di trattamento dell’impianto. 

 

Le prossime fasi del progetto

La Via rilasciata dalla Regione ha validità di 8 anni, un tempo che tiene conto del cronoprogramma delle prossime fasi. Prima di tutto Gida dovrà realizzare un progetto esecutivo e poi attendere le autorizzazioni necessarie per i singoli impianti. Una volta ottenute tutte le autorizzazioni, potrà partire il cantiere, la cui durata prevista è di circa 4 anni e mezzo. 

“Siamo contenti che la Regione e tutti gli enti coinvolti abbiano riconosciuto l’importanza di questo progetto per il nostro territorio – commenta il presidente di Gida, Alessandro Brogi (nella foto) -. Quello che abbiamo presentato è un intervento importante che rappresenta un deciso miglioramento dell’impianto di Baciacavallo. La nuova filiera, progettata secondo i principi di economia circolare grazie alle opportunità offerte dalle nuove tecnologie, andrà a migliorare tutti gli aspetti della depurazione, diminuirà l’impatto ambientale e ci permetterà di trasformare i fanghi da residui da smaltire a materiale utile per recuperare energia in completa sicurezza”.

“Questo nuovo impianto – aggiunge Brogi – porterà grandi benefici alla provincia di Prato per i prossimi decenni e ci permetterà anche di diventare quasi autosufficienti dal punto di vista energetico. Inoltre Gida sarà completamente autonoma e in grado di gestire internamente tutto il processo di depurazione e smaltimento fanghi, senza la necessità di ricorrere ad impianti esterni come accaduto in passato”.

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