700 anni fa «San Niccolò» fu donato alla città di Prato. La scuola ricorda lo speciale anniversario VIDEO

Primo aprile 1321, ad Avignone muore il cardinale Niccolò da Prato e in quel momento, grazie a un suo lascito testamentario, iniziano a prendere forma il monastero e la chiesa di San Niccolò. Settecento anni dopo il conservatorio di San Niccolò, la scuola paritaria cattolica erede di quella secolare fondazione, ha promosso una serie di iniziative per celebrare questo speciale anniversario. «È una ricorrenza importante che nasce grazie alla generosità di un personaggio illustre – dice Guido Giovannelli, presidente della Fondazione San Niccolò – e che arriva in un periodo non facile come quello del Covid, ma estremamente positivo per la nostra scuola, testimoniato dal forte aumento di iscrizioni, cresciute di 130 alunni negli ultimi quattro anni».

In occasione della festa della scuola è stato presentato ufficialmente il programma del settimo centenario che prevede la piantumazione di un frutteto da parte dei bambini nel cosiddetto «orto di vigna», una delle due aree verdi di San Niccolò, un concorso letterario rivolto a tutte le scuole di Prato che racconti gli ambienti del conservatorio, visite guidate a cura di Artemia e infine il lancio di un progetto molto ambizioso: la ristrutturazione di un’ala del complesso come nuova sede del liceo e della materna. «Si tratta di un sogno – precisa il presidente Giovannelli – con il quale vogliamo rispondere a due bisogni: ampliare l’offerta formativa, abbiamo avuto più richieste di iscrizione rispetto ai posti disponibili, e poi restituire alla città un bene di importanza storica». La parte bisognosa di un intervento di restauro è quell’edificio chiamato «noviziato» perché un tempo era riservato alle fanciulle che stavano iniziando il cammino religioso. È quella grande struttura prospiciente l’ala valentiniana, si trova dall’altra parte del chiostro ed è inagibile ormai da decenni. L’unica parte utilizzata di questa grande sezione è quella finale, chiamata «il granaio», trasformata in tempi recenti in sala convegni al primo piano e al pian terreno in palestra.

 

 

«Prato è stata l’esito di tanti doni – afferma la preside Mariella Carlotti –, pensiamo al suo simbolo più grande: la Cintola e poi a Datini, che ha dato vita all’Opera del Ceppo, e anche al cardinale Niccolò, che crea una “enclave” domenicana dentro le mura. Sono uomini che consideravano propri eredi non i figli o i parenti, ma il mondo. È una autocoscienza che abbiamo perso: considerare il mondo come la nostra famiglia». Per questo motivo lo slogan scelto per celebrare la ricorrenza è: «San Niccolò, un dono lungo 700 anni». L’intento dunque è quello di poter donare alla città un altro pezzo dello storico complesso e di trasformarlo nella sede del «liceo più bello d’Italia», sottolinea Carlotti.

Uno degli obiettivi del ricco calendario di iniziative messe in campo da un apposito comitato scientifico nominato dalla Fondazione, è quello di valorizzare la figura del cardinale Niccolò Albertini, conosciuto come Niccolò da Prato, frate domenicano vissuto a cavallo tra ‘200 e ‘300. Fu uno dei massimi esponenti della Chiesa nel suo tempo, tanto da diventare decano del collegio cardinalizio e uno dei principali collaboratori del Papa, del quale era legato in Italia durante il periodo della cosiddetta «cattività avignonese». Alla sua figura è dedicato un docufilm che sarà presentato nei prossimi mesi.

 

Sotto il trailer del docufilm sui 700 anni di San Niccolò

 

 

Giacomo Cocchi

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