Vie dello shopping piene, musei e teatri vuoti: la delusione del mondo della cultura VIDEO

Nei giorni della tregua dalla seconda ondata epidemica si parla di riaprire (quasi) tutto, tranne i luoghi della cultura. Teatri, musei, cinema sono al momento congelati in attesa di ritornare alla vita, ovvero di tornare ad accogliere il pubblico. Ma di riaperture, all’orizzonte, pare non essercene e il congelamento sembra più un’ibernazione a tempo indeterminato. Ragion per cui il comune di Prato, insieme agli altri comuni italiani, ha chiesto al Governo tramite Anci di avere una data certa per la ripartenza, un “traguardo”, come lo definisce l’assessore comunale di Prato alla Cultura Simone Mangani, che consenta una programmazione per il 2021:

 

 

I teatri si sono inventati nuovi modi per arrivare al pubblico: il Metastasio sfrutta il canale televisivo, con la serie “Posto di sblocco” su Tv Prato, e quello radiofonico con i radiodrammi, prodotti dal gruppo di lavoro artistico assunto stabilmente per un anno. Ma è innegabile: l’obiettivo è rivedere le platee piene, non solo le vie dello shopping, come dice il direttore del Teatro Metastasio Franco D’Ippolito:

 

 

Il direttore del Met guarda ad un mese, febbraio, oltre il quale auspica di non protrarre la chiusura. Perché un altro fattore con cui tutti i teatro devono fare i conti sono i bilanci: quello del 2020 è in pari, pur con una contrazione dei contributi pubblici di Regione (dell’ordine del 10%) e Comune (dell’ordine “di qualche punto percentuale”, afferma D’Ippolito). Se nel 2021 dovesse essere confermato il binomio costituito da chiusura e da diminuzione del finanziamento pubblico, il futuro inizierebbe ad apparire meno sereno.

 

LS

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