“Aspettando il 25 aprile”, un video con il corteo virtuale che tocca i luoghi simbolo della cultura e delle istituzioni VIDEO

La festa del 25 aprile quest’anno sarà anche il fil rouge che unirà i luoghi simbolo della cultura di Prato che si preparano a riaprire: non potendo fare un vero corteo per celebrare il 76 anniversario della Liberazione della città dall’occupazione nazifascista, è stato realizzato il video ‘Aspettando il 25 aprile’ con letture e approfondimenti sul tema della libertà e della democrazia, recitate all’interno dei luoghi simbolo della cultura cittadina e delle istituzioni che hanno riaperto le porte per l’occasione: i teatri Metastasio e Politeama, il Palazzo Buonamici della Provincia e il Palazzo Pretorio. L’iniziativa, si spiega in una nota, è promossa da Anpi provinciale Prato ed è stata organizzata insieme da Anpi stessa, Comune e Provincia di Prato, Cgil Prato, Cisl Firenze-Prato, Uil, Museo della Deportazione e Resistenza, Aned, Arci Prato, Fondazione Opera Santa Rita, Libera e Legambiente Prato. Sono stati letti brani tratti da ‘Noi, ragazzi della libertà’ di Gad Lerner e Laura Gnocchi e dal discorso di Sandro Pertini del 1970 davanti alla Camera dei Deputati sul valore del 25 aprile. A leggere sono stati i ragazzi di Anpi, dei Giovani Democratici, di Arci e dell’Opera Santa Rita. Il video, che pubblichiamo qui sotto, sarà diffuso sulle pagine Facebook degli enti e delle associazioni coinvolte, con l’invito a condividerlo.

“L’iniziativa è nata perchè i divieti del Covid 19 rischiavano di far passarte sotto silenzio il 25 aprile e non potevamo permetterlo – spiega la presidente di Anpi Prato Angela Riviello – Il 25 aprile è patrimonio di tutti, soprattutto dei giovani, per i valori e i diritti che ha fondato. Prato ha un forte tessuto di valori democratici e antifascisti che hanno trovato terreno fertile nel volontariato nelle sue diverse forme, una risorsa importantissima che va tutelata e valorizzata”.

Dice Lorenzo Pancini, segretario della Camera del lavoro Cgil di Prato: “L’impegno per la costruzione di un futuro democratico dopo gli anni bui del regime fascista, della guerra e dell’occupazione nazista, il rinnovamento e lo sviluppo del Paese furono ancorati al lavoro. Non c’è possibilità di crescita, di salute, di transizione ecologica, di riduzione delle diseguaglianze se non si riparte dal lavoro, se non si pone al centro la sua dignità, se non si recupera pienamente, dopo decenni di svilimento, il suo valore”.

“In un contesto come il nostro – aggiunge l’assessore alla Cultura Simone Mangani –  che da quasi 20 anni investe istituzionalmente sulla Memoria attraverso la Fondazione Museo della Deportazione e della Resistenza di Figline, poter contare su una rete territoriale di grande valore come quella che ha promosso questa passeggiata di memoria e lettura della Liberazione è un bene prezioso e comune”.

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