I numeri del contagio non calano, la Regione dispone ulteriori chiusure per Pasqua e Pasquetta. Dura reazione di Confcommercio

Chiuse tutte le attività commerciali a Pasqua e Pasquetta, giorni in cui potranno aprire solo farmacie, parafarmacie ed edicole.
La Regione, con un’apposita ordinanza, ha deciso ulteriori restrizioni per i due giorni di festa con l’obiettivo di contenere il contagio da Covid. La Toscana da lunedì è tutta in zona rossa (alcune province, tra le quali Prato, lo sono già da diverse settimane), ma i numeri del contagio stentano a calare. Per questo da Palazzo Strozzi Sacrati sono state decise ulteriori restrizioni.
Oltre a bar e ristoranti, domenica e lunedì non potranno aprire al pubblico neppure supermercati, negozi di alimentari e di piccola gastronomia, rosticcerie, tabaccai, fioristi. L’ordinanza consente “la sola consegna a domicilio, esclusivamente mediante la prenotazione on-line o telefonica e non presso l’esercizio commerciale, dei generi alimentari e di beni di prima necessità”. Bar e ristoranti potranno restare aperti per assicurare l’asporto, come previsto dalle disposizioni nazionali per le zone rosse.

Dura la reazione di Confcommercio: “La Regione non ha perso occasione per dimostrare la totale mancanza di rispetto per le imprese toscane. L’ennesimo provvedimento restrittivo questa volta riguarda le attività commerciali che, con meno di 48 ore di preavviso, vengono a conoscenza di dover restare chiuse domenica 4 e lunedì 5 Aprile. E, a peggiorare il quadro, viene vietato anche l’asporto: sarà permessa solo la consegna a domicilio.

Supermercati e piccoli negozi di alimentari, macellerie, gastronomie e rosticcerie che erano nel pieno del lavoro, cosa devono fare se non vogliono perdere le prenotazioni ricevute?
È impensabile in pochissime ore mettere in piedi un servizio di consegne al domicilio per quei clienti che avevano già fissato il ritiro in negozio.
In questo modo non solo si ignorano le esigenze delle aziende ma si portano al fallimento. E con quale scopo?
È evidente ormai, settimana dopo settimana, che le zone rosse e arancioni non fermano la diffusione del virus e tantomeno lo fanno questo tipo di restrizioni.
Vorremmo essere sbalorditi dall’incapacità di gestione della pandemia del nostro Governo regionale, purtroppo però possiamo solo confermare quanto già sappiamo: puntare il dito contro alle imprese è più facile del prendersi delle responsabilità”.

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