La coppia bloccata in India con la figlia adottiva potrebbe tornare in Italia grazie alla raccolta fondi di amici e parenti

Potrebbero rientrare in Italia con un volo sanitario privato, grazie alla solidarietà di amici e parenti e ad una raccolta fondi ancora aperta, Enzo Galli, Simonetta Filippini e la piccola Mariam, la bambina di 2 anni adottata in India, dove la coppia è rimasta bloccata. Simonetta ha contratto il Covid ed è ora ricoverata all’Holy Family Hospital di Nuova Delhi, dove è stata visitata stamani anche dal personale sanitario della Protezione civile italiana, che si trova da alcuni giorni in missione per aiutare il paese indiano alle prese con la grave emergenza pandemica.
Per chiedere il rimpatrio della famiglia alla Farnesina, ieri sulla piattaforma change.org era stata organizzata una petizione che ha raccolto oltre 17.000 firme. Un’ipotesi, quella del volo di Stato, che è stata al momento esclusa dalle autorità nazionali. “Anche l’assicurazione privata ha ritenuto che ad oggi non ci fossero i presupposti per attivare la polizza, visto che la signora è curata in India” – spiega l’avvocato della famiglia Elena Rondelli, che è in costante contatto con ambasciata e consolato per fornire assistenza a Simonetta ed Enzo.

“La situazione è delicata e oltre alle condizioni di Simonetta, c’è da tenere conto delle condizioni della bambina, che ha subito il distacco dalla mamma, e di quelle di Enzo, che ha conosciuto sua figlia pochi giorni fa e si trova da solo con lei in una stanza d’albergo senza parlare la sua lingua”. Per questo, l’avvocato Rondelli ha promosso un’iniziativa con l’obiettivo di raccogliere 130.000 euro, la somma necessaria a pagare un volo sanitario privato in biocontenimento, con equipe medica a bordo, per riportare la famiglia in Italia. In poche ore, tramite il coinvolgimento di amici e parenti, sono stati raccolti i primi 81.000 euro che hanno consentito allo studio legale di effettuare un bonifico a titolo di acconto e far partire la complicata procedura per organizzare il volo. Successivamente sono stati raccolti altri 20.000 euro e si avvicina l’obiettivo di riportare la famiglia in Italia entro 48 ore.

“Dobbiamo fare presto ed evitare che le condizioni di Simonetta peggiorino perchè possa affrontare il volo. Adesso, anche tramite l’ambasciata e il consolato – riferisce l’avvocato Elena Rondelli – stiamo trasmettendo la documentazione clinica di Simonetta ai medici della compagnia aerea per capire se è in grado di viaggiare in sicurezza, come noi ci auspichiamo. Siamo in contatto costante con il console, dottor Sfregola, che sta dando piena collaborazione per le autorizzazioni all’organizzazione del volo e agli aspetti legati legali alle ordinanze del Ministero della Salute”.

D.Z.

1 Commento

  1. Qualcuno mi può spiegare a cosa serve il ministero degli esteri,forse solo per riportare a casa cooperanti convertite all’Islam?Ma una coppia di coniugi che vanno all’estero ad adottare una bambina(perché in Italia e praticamente impossibile),a chi si devano rivolgere in caso di pandemia grave del paese in cui si trovano,per tornare alla propria casa in Italia??

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