La nuova legge regionale blocca il conferimento di liquami da fosse settiche negli impianti Gida: è emergenza rifiuti

La nuova legge regionale sui rifiuti, appena approvata, ha determinato l’emergenza per lo smaltimento dei liquami da fosse settiche a Prato e nell’area metropolitana. Le modifiche apportate dal consiglio regionale dopo il deflagare dell’inchiesta Keu hanno rivisto l’iter autorizzativo per alcune tipologie di impianti di depurazione, tra cui quello di Gida, a cui vengono conferiti dagli spurghisti i due terzi dei liquami derivanti da svuotature di fosse settiche e pozzi neri dell’intera piana Prato-Firenze-Pistoia. Per poter continuare a ricevere e trattare questo tipo di rifiuto, gli impianti di Gida avranno bisogno di una modifica all’Aia, autorizzazione integrata ambientale, un procedimento che generalmente richiede un paio di mesi. Da venerdi scorso, per questo motivo, gli spurghisti non possono più conferire al Calice e a Baciacavallo, dovendosi rivolgere all’impianto di Publiacqua a San Donnino, che ha una capacità ricettiva assai ridotta, con grossi problemi ad assicurare un servizio fondamentale per la sanità pubblica e per l’ambiente.

“Con la modifica della legge regionale sui rifiuti ci è stato imposto di bloccare gli extraflussi in entrata negli impianti di Gida – spiega il presidente di Gida Alessandro Brogi – Questo improvviso cambiamento, oltre che essere un enorme danno per l’azienda, crea un’emergenza e una criticità nella gestione e nello smaltimento dei rifiuti liquidi, cioè liquami di fosse settiche e pozzi neri e residui di pulitura delle rete fognaria e delle caditoie, con potenziali ritorsioni negative su tutto il territorio”.
La situazione è resa ancor più delicata dal fatto che, non più tardi di qualche settimana fa, Gida ha firmato un accordo unico nel suo genere con il Consorzio Spurghisti Associati (Csa) per quel che riguarda lo smaltimento dei rifiuti liquidi (149mila tonnellate all’anno). Un patto che aveva come obiettivo principale quello di mettere al riparo tutta l’area metropolitana da situazioni di crisi come quelle che si sono verificate nel 2018, durante l’emergenza fanghi di smaltimento dei depuratori, garantendo così la continuità del servizio di vuotatura di pozzi neri e fosse biologiche. Emergenza che invece si è subito ripresentata, per effetto delle nuove disposizioni, proposte dalla giunta Giani e approvate in consiglio regionale.
“Abbiamo più volte espresso le nostre problematiche e perplessità direttamente alla Regione in questi giorni. E’ stato fissato un incontro venerdì prossimo con l’assessore regionale all’ambiente, Monia Monni – insiste Brogi -. Ci auguriamo che proprio da questo incontro arrivi una soluzione in grado di sbloccare questo impasse e di farci riaprire il servizio di smaltimento. In caso contrario le conseguenze saranno fortemente negative per tutta l’area metropolitana di Prato, Firenze e Pistoia. Ricordo che gli impianti di Gida gestiscono circa i 2/3 dei liquami derivanti da svuotature di fosse settiche e pozzi neri della piana”.

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