Rischio blocco per gli scarichi idrici delle aziende tessili, Publiacqua risponde agli industriali: “Siamo stati costretti ad intervenire”

“In data 28 ottobre 2020, Publiacqua si è vista rinnovata l’autorizzazione allo scarico degli scolmatori della fognatura mista del Calice. In tale decreto (della Regione Toscana, ndr) sono state riportate prescrizioni che rendono non più compatibili eventuali deroghe rilasciate dalle autorità competenti ai limiti di scarico in fognatura da parte delle industrie. Per tale motivo Publiacqua si è trovata costretta a comunicare a tutti gli enti interessati che formulerà parere negativo a richieste in tal senso per evitare sanzioni penalmente rilevanti”.
È la ricostruzione da parte di Publiacqua sui motivi che sono alla base del rischio blocco immissione agli scarichi nella rete fognaria da parte di tintorie, rifinizioni e tutte le altre aziende a umido, anche di altri settori rispetto al tessile. L’allarme è stato lanciato da Confindustria Toscana Nord (leggi l’articolo), che ha invitato la Regione a gestire bene la situazione per evitare il collasso dell’intero distretto pratese. Gli industriali, in una nota, hanno accusato Publiacqua di aver chiesto alla Regione Toscana di non concedere più alle imprese di scaricare nella rete fognaria, temendo di non poter rientrare nei limiti imposti da Arpat per la qualità delle acque che vengono scolmate dalle fogne in caso di sovraccarico di queste ultime. Publiacqua risponde a Confindustria Toscana Nord che è stata obbligata a intervenire sul tema degli scarichi industriali nella rete fognaria a seguito del decreto regionale dell’ottobre 2020.

“Ricordiamo, innanzitutto, che il gestore si trova ad essere responsabile, anche penalmente, di eventuali inquinamenti determinati da tali scarichi. Tali responsabilità – prosegue Publiacqua – pur comprendendo le esigenze degli industriali, non possono essere fatte ricadere su un soggetto che non ha controllo alcuno sugli scarichi medesimi. Ricordiamo inoltre che non siamo di fronte, come affermano gli esponenti di Confindustria Toscana Nord e del Consorzio Progetto Acqua, ad un problema di insufficienza della rete fognaria, cosa che adombrerebbe quindi inadempienze da parte del gestore, ma di un sistema realizzato prima che la stessa Publiacqua diventasse gestore del servizio e che non prevedeva una separazione fognaria tra scarichi civili ed industriali”.
“In data 28 ottobre 2020, Publiacqua si è vista rinnovata l’autorizzazione allo scarico degli scolmatori della fognatura mista del Calice. In tale decreto sono state riportate prescrizioni che rendono non più compatibili eventuali deroghe rilasciate dalle autorità competenti ai limiti di scarico in fognatura da parte delle industrie. Per tale motivo Publiacqua si è trovata costretta a comunicare a tutti gli enti interessati che formulerà parere negativo a richieste in tal senso per evitare sanzioni penalmente rilevanti. Per quanto attiene la riorganizzazione del sistema fognario pratese, si ricorda che Publiacqua sta adempiendo a tutti gli accordi presi per il potenziamento del sistema stesso assunti con la Regione Toscana e la stessa Confindustria, portando avanti, anche in tempo di Covid, i lavori di sua competenza investendo dal 2018 all’aprile 2021 2,7 milioni di euro”.
“Come ricordato dagli esponenti del consorzio – continua la nota di Publiacqua – dobbiamo evidenziare che sono di altri i ritardi nella realizzazione dei lavori per i quali il sistema idrico locale ha dato un contributo di circa 2 milioni di euro. Pur comprendendo le criticità ed i timori espressi da Confindustria Toscana Nord e Consorzio Progetto Acqua, richiamiamo gli stessi soggetti a non imputare a Publiacqua responsabilità che non le competono”.

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