9 Novembre 2021

Macrolotto Zero, stop al cantiere in via Pistoiese

Problemi anche per la Fabbrica dell'aria al Mercato Coperto di via Giordano: il bando è andato deserto


Battuta d’arresto per la riqualificazione di via Pistoiese. Il cantiere, iniziato il 27 settembre, è fermo da un paio di settimane a causa dell’interdittiva antimafia emessa dalla Prefettura di Prato nei confronti dell’azienda che si era aggiudicata i lavori, la Cafissi Alvaro srl. Il provvedimento amministrativo della Prefettura, impugnabile dinanzi al Tar, impedisce alla ditta di portare avanti commesse pubbliche, motivo per cui il cantiere si è fermato.
La questione è al vaglio del responsabile del procedimento e dell’ufficio legale del Comune di Prato, che dovrà decidere se revocare l’appalto, aggiudicato alla Cafissi Alvaro per 630.000 euro più Iva, pari ad un 20,55% di ribasso rispetto al prezzo di gara. Le opere, durata prevista 7 mesi con conclusione il 9 maggio 2022, erano iniziate con una certa rapidità: il parcheggio tra via Nino Rota e via Orti del Pero, in un’area espropriata a privati, è in pratica già stato realizzato. I 21 posti auto, di cui due per disabili, sono stati disegnati, cinque alberi piantumati e la viabilità di raccordo, con l’accesso da via Orti del Pero, era pronta per essere consegnata (nella foto sotto).

Appena abbozzato, invece l’intervento per la realizzazione di un secondo parcheggio in piazza 5 marzo e di un “marciapiedone” in via Pistoiese, nel tratto successivo all’incrocio con via Giordano (nella foto in alto). Qui i materiali di lavoro sono rimasti dietro le transenne, con qualche disagio per i negozi della zona.
Gli imprevisti riguardano anche il Mercato Coperto di via Giordano. Dopo la decisione di Terra di Prato – condivisa con il Comune – di interrompere con due mesi e mezzo di anticipo per carenza di frequentatori la sperimentazione dei mercati bisettimanali, adesso è giunta la notizia del bando, andato deserto, per effettuare i lavori della fabbrica dell’aria.
Il Comune aveva invitato otto aziende a partecipare all’appalto da 245.000 euro per realizzare nell’ex fabbrica i giardini hi-tech, che dovrebbero in futuro rappresentare un richiamo per l’attività di somministrazione prevista all’interno. Il Comune adesso – secondo quanto previsto dalle norme – potrà procedere con l’affidamento diretto dei lavori, con l’obiettivo di non perdere tempo rispetto alla tabella di marcia che prevede l’avvio del cantiere a inizio gennaio 2022.

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d-l-f-h
d-l-f-h
1 anno fa

Ci si stupisce che i cantieri finiscono in mano a imprese mafiose, però dall’altro lato si continua ad usare il criterio del massimo ribasso per la gare.

Che la scelta basata su un criterio simile avvantaggi l’impresa che opera nell’illegalità a discapito di quella onesta che invece (magari) punta sulla qualità è piuttosto ovvio, ma se ben ricordo il nuovo codice appalti recentemente approvato dal governo, prevede la possibilità di valutare l’offerta sulla base del rapporto qualità/prezzo.
Mi chiedo dunque, come mai su “tuttogare” il criterio per tutte le gare tipologia “lavori” continua ad essere “minor prezzo”, mentre “qualità/prezzo” viene invece usato solo per alcune gare tipologia “servizi” o “forniture”? Forse il codice appalti non lo prevede, oppure si tratta di una scelta del comune?

Tra l’altro, ditta onesta o no, questo modo di operare ci condanna in ogni caso alla peggior qualità possibile