“L’ufficio che dirigo è costretto a selezionare gli obiettivi investigativi, per carenza di forze dell’ordine”. E’ il dato di fatto, una nuova richiesta di supporto, ma anche il nuovo grido di allarme che il procuratore di Prato Luca Tescaroli ha messo nero su bianco nell’ultima missiva – la quinta – spedita al ministro dell’Interno Piantedosi nella quale analizza la situazione criminale della nostra città e l’impossibilità spesso a far fronte alle indagini. Nella lettera il procuratore prende atto che dopo il Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica tenutosi a Prato il 15 agosto 2025 alcuni impegni sono stati mantenuti (come l’aumento delle telecamere a Prato e la prevista apertura di una compagnia dei carabinieri a Montemurlo), ma Tescaroli ricorda che negli altri comuni della provincia l’implemento delle telecamere non è avvenuto e che gli organici di polizia, carabinieri e guardia di finanza – pur con alcuni innesti – necessitano in determinati nuclei di altri uomini.
Il procuratore scrive ancora che i delitti a Prato, definito “un laboratorio criminale multietnico dove operano gruppi criminali costituiti da asiatici, albanesi e nordafricani, insieme ad esponenti della delinquenza italiana” sono in continua crescita, che la situazione nel carcere è delicata e che i vari casi di sfruttamento, la circolazione di armi e stupefacente, la crescita dei reati contro la famiglia e i soggetti vulnerabili, le azioni a base violenta, causano un continuo incremento degli impegni investigativi, e che rispetto ad un anno fa la situazione generale è ulteriormente peggiorata, tanto che la Procura si vede restituire deleghe di indagine conferite o negare la disponibilità ad avviarne di nuove da parte di squadra mobile e nucleo investigativo dei carabinieri, impossibilitate a farlo per carenza di personale.
Per questo il procuratore, chiede rinforzi degli organici di polizia, carabinieri e guardia di finanza e l’installazione di telecamere e lettori targhe nei comuni della provincia.







