Sono 59.850 le persone che si rivolgono in un anno alle associazioni del Terzo settore di Prato: famiglie, anziani, giovani, studenti, donne, persone con disabilità o in difficoltà economiche. È il quadro che emerge dallo studio condotto da Andrea Salvini, professore di Sociologia generale al Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Pisa, che verrà presentato durante l’iniziativa “Lo Stato di salute del terzo settore nella provincia di Prato”, in programma il 23 ottobre alle 16 nella Sala Cinema Museo Pecci (Viale della Repubblica, 277), organizzato dalla Delegazione Cesvot di Prato.
Il pomeriggio, moderato da Federico Gori, operatore Cesvot Area Centro, si aprirà con i saluti di Luisa Peris , presidente Delegazione Cesvot di Prato, Simone Calamai, presidente Provincia di Prato, Matteo Biffoni, sindaco Comune di Prato, Diana Marta Toccafondi, presidente Fondazione Cassa di Risparmio di Prato e un rappresentante di Regione Toscana. Salvini illustrerà la “Fotografia del terzo settore nella Delegazione Cesvot di Prato”, poi seguirà una tavola rotonda dal titolo “Il terzo settore fra continuità e cambiamento” coordinata dalla giornalista di Tv Prato Arianna Di Rubba, con Lorena Paganelli, direttrice Società della Salute Area Pratese, Luciana Alessi, presidente Polisportiva Aurora Aps, Giacomo Agabio, presidente Circolo Legambiente Prato Aps, Alfio Pratesi, presidente Insieme per il recupero della Gualchiera di Coiano Aps. Le conclusioni saranno affidate a Luisa Peris presidente Delegazione Cesvot di Prato.
“Il terzo settore pratese è l’espressione concreta di una comunità attenta al welfare e ai diritti dei cittadini, che opera per il bene comune attraverso le sinergie con le varie realtà territoriali e l’ascolto continuo delle esigenze della società”. Per informazioni: 0574 442015 – area.centro@cesvot.it
Qualche numero sul terzo settore a Prato
Il 39,5% opera prevalentemente nel settore relativo a “cultura, sport ricreazione”; il 18,6% in “sanità”, il 15,5% in “assistenza sociale e protezione civile”. I principali destinatari di tali attività sono le famiglie (33,3%), gli anziani (24%), i giovani (30,2%), ma soprattutto la collettività in generale (37,2%); seguono, poi, gli studenti (17,8%), le persone con disabilità (12,4%), le donne (10,9%), gli individui in difficoltà economiche (13,2%) e i familiari con persone in difficoltà (8,5%). La stima del numero totale di utenti è di 59.850.
Nella Delegazione di Prato, la percezione del calo nel numero dei volontari, segnalato lo scorso anno da Istat, è leggermente inferiore a quella rilevata nella media regionale: infatti, il 64,8% dichiara di essere d’accordo con la tendenza al calo nella propria esperienza quotidiana, il 14,4% si dichiara in disaccordo e il 20,8% non sa rispondere. Per il 25,6% degli ets, i volontari della propria organizzazione sono aumentati e per il 29,6% sono diminuiti, mentre per il 44,8% sono rimasti immutati.
Il 49,2% degli ets ha adottato, nel 2024, strategie per facilitare il coinvolgimento di nuovi volontari, finalizzato anche al turnover e al ricambio generazionale, soprattutto utilizzando i social network. Gli ets sfruttano le tecnologie digitali tendenzialmente in modo basic, cioè secondo modalità tipiche dell’utilizzo personale o familiare, solo il 2,7% ha familiarità con l’IA. Il 30,3% degli ets hanno convenzioni con enti pubblici, il 47,1% ha realizzato progetti in rete con altri soggetti. Il 28,1% degli ets ha partecipato, nel 2024, a attività di formazione organizzate da Cesvot, e il 77,9% conosce Cesvot “molto bene”: tra questi il 92% ha usufruito di almeno un servizio offerto dal Centro di Servizi.







