Nuovi sviluppi nell’indagine sulla violenta aggressione a colpi di machete avvenuta il 28 settembre 2026, poco prima delle 15,30, all’ingresso del ristorante Food Center, in via Filzi. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Prato ha disposto gli arresti domiciliari, con applicazione del braccialetto elettronico, per un cittadino cinese di 30 anni, ritenuto responsabile di aver agevolato il tentato omicidio di un connazionale di 37 anni.
Il provvedimento è stato emesso su richiesta della Procura di Prato, nell’ambito di un’attività investigativa ancora in corso. Per l’aggressione era già stata disposta la custodia cautelare in carcere nei confronti dell’uomo indicato come autore materiale del pestaggio.
Le immagini delle telecamere al centro delle indagini
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori attraverso l’analisi dei filmati della videosorveglianza, il trentenne sarebbe arrivato sul posto pochi istanti dopo l’aggressore, già armato di una roncola. In un primo momento avrebbe allontanato un uomo, anch’egli di nazionalità cinese, che aveva cercato di intervenire per fermare l’azione violenta.
Successivamente, il trentenne sarebbe tornato accanto all’aggressore, per poi essere accompagnato fuori dal locale proprio dall’uomo che aveva poco prima allontanato. La sua presenza sulla scena, tuttavia, non sarebbe terminata in quel momento.
Stando alla ricostruzione della Procura, l’uomo sarebbe infatti rientrato, avrebbe appoggiato la roncola a terra, vicino alla porta d’uscita, e si sarebbe posizionato sulla soglia del ristorante, controllando quanto stava accadendo e continuando a presidiare lo spazio mentre il complice manteneva il sopravvento sulla vittima, ormai a terra.
Dopo che l’aggressore avrebbe colpito ripetutamente al capo il connazionale con violente testate, il trentenne avrebbe perquisito la persona ferita, allontanandosi verso l’interno del locale soltanto dopo essersi accertato, secondo gli inquirenti, che fosse disarmata e ormai neutralizzata.
La roncola nascosta dietro una porta
Le successive ricerche hanno permesso di recuperare l’arma all’esterno del ristorante, nascosta dietro una porta a vetri oscurata. Il confronto con le immagini estratte dal sistema di videosorveglianza avrebbe consentito agli investigatori di identificarla come la stessa roncola impugnata dal trentenne durante le fasi dell’aggressione.
La vittima, un cittadino cinese originario della provincia del Fujian, ha riportato ferite da arma da taglio al capo e agli arti superiori. Soccorso immediatamente, è stato trasportato in ambulanza all’ospedale Santo Stefano di Prato. Secondo quanto riferito dalla Procura, la reazione difensiva dell’uomo aggredito e il tempestivo intervento dei carabinieri hanno contribuito a salvarne la vita.
Nel ristorante trovati ketamina ed ecstasy
L’attività investigativa ha coinvolto il Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia dei carabinieri di Prato e i militari della Stazione di Jolo, con il supporto dell’Unità cinofila antidroga della Polizia locale di Prato. Nel corso delle ulteriori perquisizioni eseguite all’interno del ristorante sono stati rinvenuti anche 37 grammi di ketamina, nascosti in una scatola all’interno del cassetto del registratore di cassa, e quattro pasticche di ecstasy, trovate su un vassoio.







